Trattamento di protezione per la chemioterapia


Come costruire un trattamento di protezione e di sostegno intorno alle terapie oncologiche?

La chemioterapia e la radioterapia sono trattamenti e tecniche estremamente tossiche. Questa tossicità è più o meno ben sopportata a seconda della sensibilità personale del paziente, a seconda del modo di applicazione del trattamento e a seconda che il paziente riceva o meno un trattamento di sostegno e protezione.

Gli effetti collaterali di questi trattamenti sono ben noti e sembrerebbe logico istituire un trattamento di sostegno e di prevenzione che esiste ed è facile ad applicare.

Lo schema qui sotto riassume gli effetti collaterali più frequenti, quelli che conviene prevenire in priorità, e gli organi che devono essere protetti e sostenuti. Certo la tossicità può variare secondo il tipo di prodotto utilizzato, e se si conosce il tipo di associazione che è o verrà utilizzata, si può affinare il trattamento di sostegno.

L’oncologia accademica conosce molto bene gli effetti collaterali secondo il protocollo seguito. Se ci riferiamo per esempio al libro di David KHAYAT e Coll. Protocoles de chimiothérapie anticancéreuse et traitements des effets secondaires, Ed. Arnette, giugno 1999, sono chiaramente indicati per ogni singolo protocollo gli effetti collaterali che potranno essere incontrati durante l’applicazione.

Il modo di applicazione della chemioterapia è l’unico parametro sul quale non possiamo intervenire direttamente per diminuire la tossicità. Però possiamo, da un lato proteggere il paziente e dall’altro disintossicarlo ed infine sostenerlo per portare indirettamente ad una riduzione della tossicità.

chemio-terapia

  • Sostenere e proteggere la funzione epatica

 

Dato che il fegato è un organo vitale, da una parte per digerire ed assimilare gli alimenti, e d’altra parte per detossicare l’organismo, si capisce la necessità di proteggerlo e di sostenerlo di fronte alla tossicità della chemioterapia anticancerosa o di ogni altro trattamento chimico. Il fegato svolge un ruolo chiave nella neutralizzazione di prodotti chimici e di eventuali tossine liberate tramite l’azione o la degradazione di questi prodotti.

Questa detossicazione si svolge in due fasi successive:

  • Prima tappa: neutralizzazione di sostanze tramite un sistema enzimatico (citocromi P450) e/o trasformazione in sostanze intermediarie anch’esse molto tossiche e di radicali liberi.
  • Seconda tappa: neutralizzazione di queste sostanze intermediarie tramite associazione con “netturbini” (glutatione, taurina, glicina) o reazioni chimiche (sulfatazione, acetilazione, metilazione) portando alla formazione di molecole pronte ad essere eliminate. Queste molecole sono chiamate molecole polari.

Conoscendo questi dati scientifici fondamentali, come si può non capire la necessità di intervenire prima, durante e dopo i trattamenti chimici anticancerosi?

Prima raccomandazione: occhio all’alimentazione. Occorre non sovraccaricare un fegato già ampiamente intossicato dai farmaci. Occorre quindi sopprimere le bibite alcoliche o contenenti sostanze chimiche e sintetiche, diminuire al massimo i grassi animali, evitare le fritture, i dolci, le salse, gli zuccheri semplici, l’aspartame gli altri edulcoranti. Privilegiare un’alimentazione basata sul fruttosio, la frutta, le verdure, le carni bianche ed il pesce, la pasta ed il pane integrale. Poco formaggio e latte.

Consigliamo di assumere:

 

 

 

  • Sostenere e proteggere la funzione renale

 

Anche i reni sono organi indispensabili per eliminare i prodotti chimici e le tossine derivate dalle loro degradazioni. Alcuni prodotti di chemioterapia sono particolarmente aggressivi per la funzione renale, in particolare i derivati del platino che rappresentano attualmente la base di numerosi protocolli.

Il farmaco numero uno per proteggere il rene è l’acqua. All’inizio dell’uso del CISPLATINO, 200 bambini colpiti da nefroblastomi[2] sono morti per mancanza di un’idratazione protettrice dei reni durante l’applicazione del trattamento. La sperimentazione animale non aveva individuato una tossicità renale particolare. Fin d’allora, l’idratazione per proteggere il rene è obbligatoria. Anche se gli altri prodotti di chemioterapia non hanno una tossicità renale così alta, è comunque logico proteggere ed aiutare la funzione renale. Il consiglio è semplice: bere almeno 2 litri al giorno d’acqua pura e poco mineralizzata durante il trattamento ed i giorni successivi. E ancora, utilizzare sistematicamente sostanze drenanti fitoterapiche DESMODIUM ADSCENDENS e DRAINA COMPLEX ed utilizzare il sale con parsimonia. Non esitare a sopprimerlo se necessario durante la durata del trattamento, in particolare se esso contiene del cortisone (il che è frequente).

Anche qui i SEROCYTOLS di tipo EMUNTORI, DVPF e RENE sono molto efficaci.

 

  • Sostenere e proteggere l’intestino

L’azione tossica dei prodotti di chemioterapia, ma anche della radioterapia si svolge a due livelli:

  • Lesione della mucosa;
  • Distruzione della flora intestinale, cioè dell’ecosistema intestinale.

È ovvio che l’uso coniugato di queste due terapie durante i trattamenti dei tumori rettocolici, dell’esofago o dell’orofaringe dà luogo ad effetti collaterali spaventosi ed estremamente dolorosi. È quindi imperativo proteggere e sostenere l’intestino preventivamente, e poi durante tutto il periodo del trattamento.

Proteggere la mucosa intestinale si può fare con “medicazioni” che si trovano in farmacia, ma che possono presentare inconvenienti. L’inconveniente principale risiede nella frequente insorgenza di costipazione, il che non è auspicabile. Alcuni farmaci possono ostacolare l’azione della radioterapia. Raccomandiamo l’impiego di una medicazione vecchia come il mondo, il brodo ai 4 cereali[3] d’Ippocrate, che è molto efficace e soprattutto senza inconvenienti.

Ancora più importante è la protezione e la ricostituzione dell’ecosistema intestinale. Lo sapete che i batteri costituenti la flora intestinale del vostro intestino sono più numerosi dell’insieme di tutte le cellule del vostro organismo? Oppure che esistono più di 500 specie batteriche diverse?

Questa microflora è saprofita, cioè formata di batteri che non sono aggressivi per l’organismo e vivono in esso, partecipando ai diversi fenomeni fisiologici.

Il ruolo di questa flora è molteplice e fondamentale.

È quindi logico, di nuovo, voler proteggere e se necessario riequilibrare o ristabilire una flora intestinale aggredita e più o meno (di rado totalmente) distrutta.

Perciò occorre somministrare al paziente da una parte i batteri saprofiti vivi che vengono chiamati “probiotici” e dall’altra, ingredienti alimentari che stimoleranno la loro crescita, ovvero i “prebiotici”.

  • I primi ripristineranno la flora dopo i trattamenti, inibiranno i batteri patogeni che hanno trovato la via libera e si opporranno alla comparsa di candidosi, rilanceranno e proteggeranno il sistema immunitario.
  • I secondi stimoleranno lo sviluppo di batteri benefici, produrranno acidi grassi polinsaturi favorevoli agli scambi cellulari, miglioreranno l’assorbimento intestinale degli oligo-elementi, regolarizzeranno il metabolismo del glucosio e del colesterolo.

 

  • Proteggere il sistema nervoso

 

Numerosi prodotti di chemioterapia anticancerosa hanno una tossicità notevole per il sistema nervoso, in particolare i derivati del PLATINO, la VINCRISTINA e, in misura minore, il VEPESIDE. La radioterapia, per quanto la riguarda, genera una diminuzione della microcircolazione e fenomeni di fibrosi talvolta considerevoli.

Gli elementi fondamentali del sistema nervoso sono:

  • le cellule nervose o neuroni,
  • le sinapsi,
  • la guaina di mielina,
  • i neurotrasmettitori.

 

Un neurone è costituito da un nucleo e da un assone che finisce con ramificazioni, all’estremità delle quali si trovano le sinapsi. L’assone è il filo che trasporta l’influsso nervoso. È ricoperto di una guaina protettrice ed isolante, la guaina di mielina.

 

Più tipi di cellule sono presenti nel cervello:

  • i neuroni,
  • gli astrociti,
  • gli oligodentrociti e le cellule di Schwann (guaina di mielina).

 

Un nervo è costituito da numerosi assoni, ricoperti e protetti dalla guaina di mielina formata dalle cellule di Schwann. Contiene anche una vascolarizzazione.

L’azione tossica dei prodotti si svolge a tre livelli:

  • Lesione alla guaina di mielina e alle cellule di Schwann tramite la sovrapproduzione di radicali liberi e l’azione diretta di alcuni prodotti di chemioterapia.
  • Ammasso di sostanze tossiche (per esempio del platino che è un metallo pesante) a livello dell’assone.
  • Degradazione della microcircolazione che alimenta il tessuto nervoso.

 

Occorre quindi tentare di proteggere la guaina di mielina con l’assunzione di antiossidanti potenti come il GLUTATIONE, la vitamina E naturale , il co-enzima Q10, la L-CERNITINA, il complesso B (senzaB12).

Poi proteggere la microcircolazione tramite l’OMEGA 3 – OMEGA 3-6-9 , gli antiossidanti ed i vasodilatatori (Gingko Biloba, Vite rossa ) e i SIROCITL (neurovascolare).

Infine, utilizzare chelanti di metalli pesanti (clorella, aglio degli orsi) ed isoterapie omeopatiche dei prodotti utilizzati.

Non dimenticate di mobilizzare (rieducazione costante).

 

  • Sostenere e proteggere il cuore e la microcircolazione

 

I prodotti di chemioterapia sono più o meno tossici per il sistema cardiovascolare. Tuttavia la famiglia delle antracicline (Adriblastina, Farmorubicina) è particolarmente aggressiva per il muscolo cardiaco.

Numerosi lavori americani hanno dimostrato l’importanza fin dall’inizio del trattamento con Adriamicina di proteggere il cuore dei malati con l’assunzione di vitamina E (tocoferol) ad un dosaggio minimo di 300 mg al giorno e ciò in modo continuo durante tutto il periodo della cura. La soglia della dose totale tossica è raddoppiata.

La radioterapia, se interessa il torace, è anch’essa tossica per il cuore. Se il paziente cumula le due terapie, i rischi sono importanti. Il trattamento di protezione è quindi essenziale.

Si può utilizzare:

 

  • Proteggere le funzioni respiratorie

 

Il rischio principale è la fibrosi del tessuto polmonare. La BLEOMICINA, quando le dosi impiegate superano una soglia critica, può scatenare fibrosi evolutive spaventose. Anche la radioterapia. Per questo motivo, occorre evitare fare la radioterapia insieme all’assunzione di BLEOMICINA. La stessa cosa vale per l’AMECITINA. L’impiego di questi prodotti in associazione con la radioterapia deve essere evitata, soprattutto su pazienti in insufficienza respiratoria.

Per proteggere, sostenere e recuperare una funzione respiratoria, possono essere utilizzati:

PER DOSAGGI E POSOLOGIA CONTATTARE VITA COMPLEX TEL 0549 908087

[1] Vitamina B12: sarebbe un fattore di crescita

[2] nefroblastoma: tumore di origine embrionale del bambino

[3] Brodo ai 4 cereali: un pugno di grano, di orzo, di avena, di miglio in un litro d’acqua. Far bollire mezz’ora, colare e conservare solamente il liquido. Posologia: una grande ciotola ogni giorno.

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