Vit. D3 COMPLEX

Vit. D3 COMPLEX

è composta dall’associazione di :

         -vitamina D3 naturale (colecalciferolo) : prodotta dalla lanolina,  cera naturale estratta dalla lana delle pecore.

         -olio d’oliva ( belice) bio AMADEUS  particolarmente ricco di polifenolo, tocoferolo (vit.E) e squalene ; questo per facilitare l’assorbimento della vit. D3 e per beneficiare dell’apporto di  vit. E naturale e di squalene.


Informazione nutrizionale per una goccia :

Vitamina D3 : 10 μg = 400 UI** = 200 % dei AR*

La lanolina, anche denominata cera di lana, è una sostanza presente sulla lana della pecora. E’ un misto di estere e acidi grassi con alcool ad alta massa molecolare. La vitamina D3 è prodotta sottoponendo la lanolina a radiazioni UVB della stessa lunghezza d’onda dei raggi solari. Questa reazione di fotosintesi naturale è la stessa di quella che si produce nel nostro organismo.  Produce dei cristalli puri di vitamina D3, i quali non contengono più alcuna lanolina, nemmeno sotto forma di tracce. La vitamina D3 estratta dalla lanolina è quindi perfettamente naturale.

Le dosi di vitamina D UVEDOSE prescritte dai medici si sono rivelate inefficaci e possono anche essere nocive perché contengono dosi più elevate di quanto si possa ottenere in modo naturale con l’esposizione al sole. Questo può provocare degli effetti secondari e, soprattutto, il tasso di vitamina D scende tanto velocemente quanto è aumentato. Le ricerche internazionali lo dimostrano. E’ meglio utilizzare quotidianamente delle piccole dosi di vitamina D per un apporto simile a quanto generato dall’esposizione solare. Il dosaggio minimo consigliato per un adulto è di 4000 UI al giorno, pur sapendo che un esposizione totale del corpo al sole in estate  consente di produrre più di 15 000 UI al giorno.

La trasformazione del colecalciferolo in  1-25-dihydroxy Vit D ( forma attiva dell’ormone) necessita di diverse trasformazioni, prima a livello del fegato (in colecolesterolo), poi a livello dei reni. Il sangue è il mezzo di trasporto che consente, in caso di bisogno, di dosare  la vit. D del soggetto.

Le conclusioni della Commissione Europea sono le seguenti :

  • 36 % degli uomini presentano un deficit significativo,
  • 47 % delle donne,
  • 60 % delle persone con più di  75 anni e …
  • 90 % delle persone ricoverate.
  • Ci sono due tipi di Vitamina D : la D2 e la D3.

Oggi, sappiamo che la D3 corrisponde alla vitamina D prodotta naturalmente dalla pelle : il colecalciferolo.  Ha un’attività biologica superiore alla vitamina  D2 di origine vegetale, come dimostrato da recenti ricerche.

 

Le conseguenze della carenza

L’insufficienza di vitamina D  genera osteoporosi,  sarcopenia, riduzione del rendimento muscolare e della propriocettività, alterazione delle funzioni cognitive e aumento del rischio di cadute. La carenza di vitamina D è anche associata alla morbi-mortalità cardiovascolare, in particolare l’ipertensione arteriosa, alle infezioni, all’aumento di alcuni tumori (seno, colon, prostata) e di alcune patologie disimmunitarie.

Vitamina D e sistema immunitario

La vitamina D consente di avviare, a livello genetico, la produzione di sostanze antimicrobiotiche : per questo motivo è stato scritto che la vitamina D aveva delle proprietà analoghe a quelle di un « antibiotico naturale » La Dott.ssa Brigitte Houssin, autrice di  « Vitamina D, istruzioni d’uso” spiega il meccanismo dell’azione della Vitamina D contro le infezioni.

L’azione antimicrobiotica della  vitamina D è stata evidenziata nel 2010 quando i ricercatori hanno dimostrato che, in assenza di vitamina  D, il sistema immunitario non funziona. Le cellule incaricate di uccidere i batteri ed i virus (i linfociti T) devono dapprima trovare della Vitamina D in circolo, fissarla su un recettore per avviare il processo di difesa. In breve, la vitamina D permette l’attivazione del sistema immunitario di difesa. Analizziamo ora qualche esempio di malattia infettiva :

L’influenza sopravviene principalmente nei mesi dove il tasso di  vitamina D è più basso, ovvero  quando la riserva di vitamina D, costituita durante l’estate, è finita. Questa carenza frequente di vitamina D durante la stagione influenzale consente di spiegarne alcuni aspetti. Perché questo virus che circola tutto l’anno è particolarmente virulento  in quel periodo dell’anno, dalla fine dell’autunno all’inizio della primavera  quando il sole non ci consente di sintetizzare la vitamina D ? Perché solo una persona su quattro rischia di essere contaminata da una nuova epidemia di influenza stagionale ? E, soprattutto, come spiegare le ricerche effettuate dopo l’epidemia di influenza spagnola del 1918, in cui i marinai spagnoli, abbronzati perché lavoravano sempre all’esterno, non sono mai stati contaminati dalle persone influenzate che gli tossivano in faccia ? E’ perché il loro tasso di vitamina D era superiore al tasso medio della popolazione ? Secondo il parere di numerosi esperti della  vitamina D e una ricerca  lo ha  dimostrato : le persone che hanno assunto vitamina D sono meno soggette all’influenza di quelle che hanno assunto un placebo.

Le infezioni ORL e bronco-polmonari

Sono più frequenti nei bambini, nei quali il tasso di vitamina D è più basso. Questo è stato dimostrato in numerose nazioni per la rinofaringite, la bronchiolite o anche la polmonite. Per esempio, i bambini nati a termine e in buona salute, ma il cui tasso di vitamina D è basso,  rischiano sei volte  in più di ammalarsi di bronchiolite nel primo anno di vita.

La tubercolosi

La tubercolosi è stata empiricamente trattata esponendo gli ammalati su terrazze soleggiate e in altitudine dove i raggi UVB  arrivano alla pelle con maggiore intensità, favorendo così la sintesi di vitamina D. Infatti, gli abitanti delle zone di montagna hanno un tasso di vitamina D più elevato  di quelli che risiedono in pianura. Nell’ambito di una stessa comunità di persone, che condividono la stessa origine e lo stesso modo di vivere, coloro che si ammalano di tubercolosi sono coloro i quali hanno un tasso di vitamina D più basso.
Prima della scoperta delle medicine antitubercolosi, l’olio di fegato di merluzzo, che contiene molta vitamina D, è stato molto utilizzato.

I casi di carenza di vitamina D sono estremamente frequenti in tutte le fasce d’età, ma soprattutto dopo i 65 anni. Uno studio francese tratto da  Suvimax aveva dimostrato che i due terzi delle donne di media età avevano un tasso vitaminico D inferiore a 30 ng/ml.

Come rimediare ?

  • Esponendosi al sole senza eccessi
  • Consumando pesce di mare grasso e selvaggio regolarmente (sardine, sgombro, sardella, salmone, tonno),
  • Il ricorso alla  vitamina D naturale con un dosaggio sublinguale di 800 UI al giorno (2 gocce di  400 UI ) presenta una soluzione interessante per la sua semplicità e la sua efficacia senza effetti secondari e senza rischio di sovradosaggio.

La vitamina  D è una vitamina che si può prendere in automedicazione, senza rischi, nell’ambito di una cura a lungo termine.

E’ preferibile una fonte naturale (perchè le vitamine sintetiche imitano la molecola naturale senza rispettarne la struttura).

 Ci sono due tipi di vitamina D :  la D2 e la D3.

Attualmente, sappiamo che  la D3 corrisponde  alla vitamina D prodotta naturalmente dalla pelle : il  colecalciferolo.  Possiede un’attività superiore alla vitamina  D2 di origine vegetale come recenti ricerche lo hanno dimostrato .

 

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