Vaccino contro il papillomavirus e il caso dei tumori : il grido d’allarme dell’ex deputato di Tolosa Gérard Bapt

Vaccino contro il papillomavirus e il caso dei tumori : il grido d’allarme dell’ex deputato di Tolosa Gérard Bapt

Il grido d’allarme del deputato onorario Gérard Bapt si trasformerà in un grido d’allarme su un nuovo scandalo mondiale? L’allora presidente dell’organo d’informazione sul Mediator, ed ex membro del Consiglio d’Amministrazione dell’ANSM (Agenzia nazionale di sicurezza sui medicinali), lancia un nuovo sassolino.   Ha chiesto, mediante una nota al Direttore generale della salute, al Presidente dell’INCa (Istituto nazionale dei tumori) e al Direttore Generale della Salute Pubblica che vengano presi in considerazione i dati forniti dai registri sui tumori di quattro paesi che hanno proceduto ad una vaccinazione a larga scala contro il papillomavirus (HPV) da ormai una decina d’anni. Gérard Bapt afferma essere «stato recentemente interpellato da due pubblicazioni scientifiche che hanno lanciato l’allerta in seguito alla pubblicazione dei dati dei registri sui tumori di vari paesi che hanno effettuato vaccinazioni anti-HPV su larga scala, con delle percentuali che superano l’80% nelle fasce d’età interessate». Vi è un massiccio aumento dei tumori in Australia. «In questo paese, scrive l’ex deputato, la campagna vaccinale ha coinvolto l’80% delle fasce d’età interessate. Questi dati sono stati raccolti dall’Australian Institute of Health and Welfare e dimostrano un aumento notevole (+114 %) dell’incidenza del tumore invasivo del collo dell’utero nelle donne dai 20 ai 24 anni. L’aumento è del 36% nelle donne dai 25 ai 29 anni, e del 33% nelle donne dai 30 ai 34 anni». In Gran Bretagna, l’incidenza del tumore invasivo del collo dell’utero non diminuisce più dall’anno 2010, secondo lui; tuttavia «è aumentato del 100% nella fascia d’età dai 24-29 anni, target soggetto a vaccinazione, secondo il Cancer Research UK. In Norvegia, l’incidenza del tumore invasivo del collo dell’utero è aumentato del 25% nelle donne in età dai 20 ai 44 anni, secondo Nordcan». In ribasso in Francia. Infine, Gérard Bapt afferma: «in Francia, dove la percentuale delle vaccinazioni è molto bassa, meno del 20%, l’incidenza del tumore del collo dell’utero ha continuato a diminuire passando da 15 per 100 000 nel 1995 a 6 per 100 000 nel 2017, e la mortalità è scesa da 5 per 100 000 nel 1980 a 1,7 per 100 000 nel 2017 (Fonte Salute pubblica francese).

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