TUMORI : L’INTERVENTO CHIRURGICO E’ OBBLIGATORIO ?

TUMORI :  L’INTERVENTO CHIRURGICO E’ OBBLIGATORIO ?

Prima di tutto, è opportuno precisare che la parola Cancro comprende diversi tipi di cancro. Ci sono i tumori  « solidi » formati da tessuti «duri » e altri che interessano il sangue e gli organi emopoietici  (leucemie, linfomi) .  Per questi ultimi, la chirurgia non rappresenta un’indicazione, al contrario.

La chirurgia trova la sua eventuale prescrizione nel caso di tumori « duri ».  In questo caso, ci troviamo di fronte a  2 situazioni :

La prima, si tratterà di una complicazione del tumore che mette in pericolo il paziente. Ad esempio, un’occlusione o un’emorragia. In questo caso, la chirurgia è inevitabile e urgente.

La seconda, si tratterà di una diagnosi del tumore, più o meno importante, ma senza complicazioni maggiori. Questo ci consente di fare una diagnosi completa del caso : biologica, risonanza ed eventualmente istologica. Il problema della biopsia, a volte discutibile, è che viene imposta dalla legge, come le vaccinazioni. Ricordiamoci che  le micro metastasi non sono  rilevabili.

Ogni tipo di tumore (localizzazione, istologico, metastasi presenti, etc.) ha la sua tecnica operatoria ben definita. La chirurgia non basta per trattare i tumori, ma quello che sa fare lo fa, in genere, bene. Non bisogna chiederle quello che non è in grado di fare. Però, è necessario chiedere al chirurgo di consultare un esperto di tumori prima dell’intervento con la speranza che sia competente. D’altra parte, è opportuno sapere quando è necessario astenersi. Dilemma difficile da risolvere, a volte.

Allora perché la chirurgia non è sufficiente ? Non basta perché i tumori sono una malattia che si diffonde nell’organismo (metastasi) e non è una malattia locale, ma una MALATTIA GENERALE, quando viene diagnosticata. Questo concetto, a lungo respinto da molti, è stato recentemente accettato. E come ha affermato il  Prof. POUYARD «  L’urgenza nella cura dei tumori non è di operare, ma di curare le metastasi. Dobbiamo utilizzare la chemioterapia detta neo-adiuvante prima dell’intervento». Questo è meno ben accetto da parte dei chirurghi. Si dice che la verità non trionfa mai, ma che i detentori dell’errore finiscono per morire. Mi auguro che non sia per sempre così in medicina………

Cito qui sotto gli scritti dei  Prof. JACQUILLAT e KHAYAT e penso che non li rinnegheranno :

« Procedere con la resezione del tumore primario ha un effetto sull’apparizione delle metastasi. Il ruolo così favorevole della resezione chirurgica primaria giustificherebbe l’istituzione di una chemioterapia generale inquadrante il gesto chirurgico per diminuire questo potenziale metastatico. Consente di mantenere l’equilibrio tra il focolaio primario ed i focolai secondari e  di conseguenza, la resezione del primo non genera lo sviluppo dei secondi ». (Les Cancers Ed. Maloine Febbraio 1986. Pagina 374)

Infine, vi ricordo la nozione di «  chalones », sostanze secretate da alcuni tumori madre e che bloccherebbero lo sviluppo delle micro metastasi (FELDMAN gran premio della ricerca 1988 e PEETERS Surgery 2005 137 : 246-249). Operare tali tumori senza la chemioterapia neo adiuvante sarebbe catastrofico.  L.ISRAEL ha scritto nel 1990 : «  Sappiate che l’esistenza di  chalones è ancora ignorata da un gran numero di chirurghi e specialisti » .

Detto questo, ne risulta che, la chirurgia è nella gran maggioranza dei casi indispensabile nella strategia di trattamento dei tumori solidi. Questo è indiscutibile.

Ma, c’è un ma. La chirurgia non è abbastanza codificata  in confronto a quello che sappiamo in oncologia generale: non è usata al meglio e al momento opportuno. La nozione di chemioterapia neo adiuvante, la nozione del momento favorevole determinato dallo stato generale, dallo stato immunitario, dai bioritmi del paziente, dal ciclo mestruale della donna, sono altrettanti nozioni sconosciute alla maggioranza dei chirurghi. I più anziani erano tecnicamente in ritardo in confronto alla nostra epoca e non avevano a disposizione i mezzi d’indagine attuali, ma possedevano la nozione del momento più opportuno e il paziente non era un mero numero: caratteristiche andate perdute negli attuali chirurghi – tecnici. Alcuni sorrideranno, ma ad esempio, il ritmo della luna veniva rispettato quando era possibile e con ragione. Ai giorni nostri, il ritmo delle vacanze viene prima di quello della luna. E’ una battuta, purtroppo così reale !

Anche perché, preparare il paziente alla chirurgia è purtroppo molto importante. Se il vostro staff medico trascura questa preparazione, piuttosto che battervi inutilmente, risparmiate l’energia e fatevi consigliare da un medico aggiornato. Per aiutarvi, potete richiedere un libro, che ho scritto a questo fine, dal titolo  « Come sostenere un paziente durante il trattamento oncologico » (info@vitacomplex.it o  (0549 908087).

Conclusione :  Non è possibile evitare la chirurgia nella gran parte dei tumori.

Parlare con i chirurghi è estremamente difficile. In generale, le loro tecniche non sono messe in discussione. Ma questa tecnica è mal utilizzata e questo è probabilmente dovuto all’insegnamento deficitario dell’oncologia generale. Il Prof. ISRAEL nel Cancro oggi affermava: « I nostri chirurghi sono competenti quanto quelli delle altre nazioni, ma applicano teorie di 15 anni fa. Mentre la medicina generale ha compiuto progressi diversi da quelli della tecnica, non lo sapevate ? »

Dr. Philippe LAGARDE

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