Tumori: a che punto siamo?

Tumori: a che punto siamo? Dovremmo cambiare strategia?

Ci parlano di rapido e straordinario progresso nei trattamenti oncologici, della rivoluzionaria immunoterapia, di meravigliose indagini genetiche che ci permettono di individuare la terapia ideale, di personalizzare i trattamenti, di terapie meno tossiche, di terapie meglio supportate, ecc.  Il problema è che tutto questo, anche se in parte è vero, è solo teorico e sperimentale. Pertanto ciò risulta incerto, riservato a pochissimi malati e oneroso per  ospedali e assicurazioni e ancor di più per la popolazione. Infatti la popolazione ed i pazienti sottovalutano questo costo. Il day hospital in oncologia ammonta tra i 1600 e 2170 euro a seconda del paese e dei casi.

Un trattamento chemioterapico convenzionale costa addirittura dai 5.200,00 fino ai 116.000,00 euro se usiamo immunologia mirata (le Figaro 7 settembre 2017) e talvolta anche di più.

L'esempio di Kymriah della Novartis: 400.000,00 euro all'anno (per alcune leucemie) ne è una dimostrazione. Per esempio esiste un test genetico che ammonta a 3.000,00 euro non rimborsati.

Nel frattempo, secondo l’OMS "l'incidenza dei tumori aumenterà del 50% nel mondo con 15 milioni di nuovi casi all'anno nel 2020. In Europa il cancro ai polmoni nelle donne sta esplodendo e a breve sarà la prima causa di mortalità nelle donne. Invece il cancro pancreatico sta progredendo sia nell'uomo che nelle donne”.

Non perdiamo di vista che l’OMS si basa su analisi statistiche svolte in Italia e in Svizzera, questo ci fa al quanto pensare dato che le dichiarazioni di mortalità del cancro non sono obbligatorie in questi paesi.

Al contrario in Francia le cifre sono più vicine alla realtà.

Circa 149.500 persone, tra cui 84.100 uomini e 65.400 donne, muoiono di cancro ogni anno in Francia, vale a dire 411 persone che muoiono ogni giorno, 1 decesso ogni 210 secondi. Il cancro al seno e alla prostata sono i più letali. Ogni anno rileviamo circa 385.000 nuovi casi di cancro in Francia.

Ora la domanda che gli specialisti devono, giustamente, porsi, è: dobbiamo cambiare strategia? Il numero di scienziati che sostengono questa idea aumenta ogni giorno. Così, il signor Gettler Summa (Statistical Learning and data Science pour la science 2018 maggio), dichiara che "l'approccio consiste nell’uccidere le cellule tumorali a tutti i costi. Dobbiamo cercare di fare un patto con il tumore e la malattia, piuttosto che cercare di eliminarlo ".

  1. Romano (La Recherche Maggio 2018) sostiene: "il sistema immunitario è un’arma a doppio taglio. Il tumore fa parte dell'ospite e le sue cellule portano gli stessi antigeni delle cellule sane. A priori il sistema immunitario non può distruggere completamente le cellule anormali e d'altra parte rischiamo di danneggiare le cellule sane".

Un certo numero di professionisti hanno ormai stabilito che la progressione dei tumori può essere rallentata, o addirittura stabilizzata, per mezzo di chemioterapie a dosaggi più bassi.

"Se non puoi uccidere il tuo nemico, è strategico lasciare i concorrenti per indebolirlo”. Quindi ci rendiamo conto che in assenza di un trattamento, le cellule chemio-resistenti sono spesso svantaggiate in concorrenza con le cellule tumorali sensibili. Una chemio forte, uccidendo tutte le cellule sensibili, rimuove i concorrenti dalle cellule resistenti, i quali non vengono uccisi. Il paziente andrà velocemente meglio ed il tumore diminuirà in maniera spettacolare, ma questa tregua sarà di breve durata poichè niente eviterà la proliferazione delle cellule resistenti. Al contrario,la chemioterapia dolce, uccidendo solo una parte delle cellule sensibili, ha 2 vantaggi: il tumore rimane relativamente costante nelle dimensioni, le cellule resistenti sono controllate dalla competizione con le cellule sensibili sopravvissute.» UJVARI B., Roche b., Thomas F. (Ecology and Evolution of Cancer Elsevier 2017.)

Le terapie di questo tipo hanno avuto inizio negli Stati Uniti da ormai un anno. E personalmente ho usato con buoni risultati questa strategia dagli anni 2000 (Cancro: domande e risposte allo stato attuale della scienza» edizioni Trédaniel 2006 e «Tout savoir sur le cancer>> edizioni Favre 1997). I critici mi hanno selvaggiamente giudicato. Questo tardo riconoscimento scientifico mi rende felice ma triste per il tempo che hanno sprecato.

In ogni caso, al momento, non abbiamo scelta. I pazienti non possono aspettare ancora e non possono vivere di miraggi. Dobbiamo continuare a lottare e sperare di trovare le soluzioni. Ma, ripeto, per ora, dobbiamo cercare di fare un patto con la malattia per vivere il più a lungo possibile, in attesa di possibili soluzioni che emergeranno dal caos della ricerca scientifica.

Dr. Philippe Lagarde

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