TRE NUOVE MOLECOLE CONTRO IL TUMORE DEL SENO RH2 POSITIVO. MIRAGGIO O REALTÀ ?

TRE NUOVE MOLECOLE CONTRO IL TUMORE DEL SENO  RH2 POSITIVO.  MIRAGGIO O REALTÀ ?

 1-Il medicinale Perjeta (pertuzumab), del gruppo farmaceutico La Roche e della sua filiale americana Genentech, è stato approvato negli Stati Uniti per il trattamento del tumore al seno HER2-positivo metastatico. Il HER2-positivo è una forma aggressiva della malattia che rappresenta tra il  15% ed il 20% dei casi di tumore al seno. Una richiesta di autorizzazione è stata ugualmente sottoposta all‘Agenzia Europea dei medicinali (EMA).

Infatti, Perjeta è un anticorpo monoclonale che mira al recettore HER2, una proteina che si trova all’esterno di numerose cellule normali ed in grande quantità all’esterno delle cellule cancerogene nei tumori HER2-positivo. Perjeta impedirà il recettore HER2 di fissarsi ad altri recettori HER (EGFR / HER1, HER3 et HER4) sulla superficie delle cellule e consentirà di rallentare così la crescita tumorale. Il suo legame con HER2 contribuisce ugualmente ad innescare una risposta del sistema immunitario. Mentre Perjeta e Herceptin si legano entrambi al recettore HER2, ma in punti diversi, la combinazione Perjeta + Herceptin consente un bloccaggio più completo delle vie di segnalazione di HER2. Attualmente, allungherebbe la sopravvivenza da 6 a 12 mesi.

Vi è una percentuale d’effetti indesiderati >25% con Perjeta di cui gravi >10% (i più diffusi sono la diarrea, eruzioni cutanee, infiammazione delle mucose, mal di testa, infezione delle vie respiratorie superiori, prurito, riduzione del numero di globuli bianchi, febbre, pelle secca e spasmi muscolari e complicazioni cardiovascolari, perdita dei capelli).

Il costo del trattamento è molto elevato (5900 $ al mese). Associato all’Herceptine per 18 mesi costerà 180.000 $.

Commento :   Effetti indesiderati importanti per qualche mese in più ? Senza parlare del prezzo. Interessante soprattutto per la ricerca.

2- IL T-DM1 sembra aprire una nuova era terapeutica, secondo il  Pr. Xavier PIVOT (Besançon).

Questo trattamento, anch’esso un anticorpo monoclonale, si basa su un concetto molto interessante, consentirebbe di portare la chemioterapia nel cuore della cellula tumorale e di distruggerla senza aggredire le altre cellule. E’ in sperimentazione da 3 anni a Besançon .

Le ricerche cliniche aumentano del 30 % l’efficacia del trattamento. Gli effetti secondari sono diminuiti di più del 50%.

Commento :  Speriamo. Da seguire.

 3-Il  LONQUEX (lipegfilgrastim), fattore di crescita granulocitario

Sostanza attiva (DCI)  lipegfilgrastim ((BATTERIO/ESCHERICHIA COLI))

  • LONQUEX ha l’AMM nella riduzione della durata delle neutropenie e dell’incidenza delle neutropenie febbrili nei pazienti adulti trattati con chemioterapia citotossica inerente la patologia maligna (all’eccezione delle leucemie mieloidi croniche e delle sindromi ielodisplasiche).
  • E’ un fattore di crescita granulocitario di lunga durata, la cui efficacia è stata unicamente dimostrata in una ricerca di non inferiorità  versus NEULASTA.
  • In un’altra ricerca versus placebo, ci sarebbe un rischio di sovramortalità a breve termine in caso di utilizzo da parte dei pazienti con un tumore ai polmoni, non a piccole cellule.

Commento :

Il parere del CT del 28 maggio 2014  non necessita di commenti.

Interesse clinico insufficiente nella riduzione delle neutropenie indotte con la chemioterapia.

Dr .LAGARDE PHILIPPE

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