Sintomi del cancro

Sintomi del cancroLa diagnosi precoce di un tumore inferiore al centimetro è al giorno d’oggi una cosa eccezionale. Siccome il centimetro rappresenta nella maggior parte dei casi un tumore di più di 5 anni d’età, è facile trarne una deduzione tanto semplice quanto inquietante: la diagnosi precoce è, almeno per il momento, un mero concetto teorico.

Nella pratica classica, la diagnosi precoce di una malattia si basa su:

  • L’indagine clinica (Sintomi del Cancro);
  • gli esami biologici;
  • la radiodiagnostica.

 

Sintomi del cancro

I sintomi del cancro  sono molteplici e molto diversi tra loro (nodulo palpabile, emorragie, tosse, diarrea, costipazione, dolori, febbre, perdita dell’equilibrio, ecc.). Ma di solito i sintomi del cancro sono tardivi e quando compaiono, il tumore ha ben oltrepassato la soglia del centimetro.

Gli esami biologici classici, cioè lo studio dei parametri ematici ed urinari, non hanno alcuna specificità sulla malattia cancerosa. Questo significa che pazienti in cui sono gia evidenti sintomi del cancro ad uno stadio avanzato e portatori di metastasi possono avere analisi biologiche normali. Esistono dei marker tumorali ma neanche questi ultimi sono specifici della malattia cancerosa e la loro affidabilità è estremamente precaria. Perciò utilizzarli per una diagnosi precoce risulta essere poco utile.

I più utilizzati sono:

  • l’ACE (intestino, ovaio, seno), attendibilità del 40%
  • il Ca 15:3 (seno), attendibilità 50%
  • il Ca 125 (ovaio), attendibilità 60%
  • il Ca 19:9 (sistema digerente), attendibilità 50%
  • il PSA (prostata), attendibilità 70%, cioè il migliore.

La loro attendibilità è quindi bassa, eccetto per quello della prostata, il PSA. Perciò risultano inutili per diagnosticare, precocemente o meno, un cancro, a maggior ragione se esso è piccolo e non ci sono segni evidenti e sintomi del cancro. La loro funzione “marcante” si rivela invece utile per seguire l’evoluzione della malattia e quindi per valutare l’efficacia delle terapie utilizzate.

Recentemente, diverse équipe di biologi in Europa e negli Stati Uniti, hanno annunciato una nuova via biologica per la diagnosi precoce dei vari tipi di cancro. I loro sforzi si sono concentrati sullo studio delle proteine trasportate dal sangue. Con ogni probabilità si trovano tra esse proteine o frantumi di proteine, in particolare frantumi di ADN ed ARN che sarebbero specifici del cancro. Alcuni studiosi sarebbero vicino alla meta: David SIDRANSKY e James HERMAN (Baltimora), STROUN ed ANKER (Ginevra).

La radiodiagnostica quindi rappresentava finora tutte le speranze per una diagnosi precoce alla comparsa dei sintomi del cancro.

La radiologia non è capace di individuare lesioni inferiori al centimetro e spesso le scopre solo quando hanno raggiunto una dimensione ben superiore al centimetro e si osservano già i primi sintomi del cancro. Inoltre non è in grado di vedere il tessuto epiteliale. In effetti per motivi relativi alla fisica pura, si sa da molto tempo che il tessuto epiteliale è radio trasparente. Perciò la mammografia non potrà mai permettere la diagnosi precoce di piccoli tumori al seno di struttura epiteliale.

Lo scanner, sofisticato quanto sia, tridimensionale o meno, digitale o meno, non può oltrepassare un limite che si può stimare tra gli 8 ed i 10 millimetri. Quindi la diagnosi precoce sistematica del cancro al polmone tramite lo scanner a spirale nei fumatori porterebbe solamente a scoprire un numero limitato di tumori prima che si rendano evidente i sintomi del cancro ma non cambierebbe né i risultati, né la durata di sopravvivenza. Per parlare di diagnosi precoce con un influsso sulla sopravvivenza, occorrerà aspettare di avere esami che saranno in grado di individuare tumori al di sotto dei 3 millimetri o magari ancora meno.

La stessa cosa vale per la risonanza magnetica. Offre però un vantaggio riguardo alla radiografia: vede il tessuto epiteliale.

Il Pet-scanner, una tra le tecniche più recenti della radiodiagnostica, permette di fare leggermente meglio (7 mm), ma con un’attendibilità molto preoccupante. In effetti, questo esame presenta numerosi falsi positivi ed occorre prendere precauzioni particolari prima dell’esame, precauzioni spesso trascurate dai pazienti o dai medici.

Il malato deve essere a digiuno da almeno 6 ore. La glicemia deve essere controllata prima dell’iniezione del marker. Questa iniezione deve essere fatta imperativamente dopo un riposo muscolare di almeno un’ora con talvolta l’immissione di un miorilassante mirato a diminuire l’attività muscolare che è fonte di falsi positivi.

La distribuzione fisiologica del tracciatore mette in evidenzia gli organi ove il metabolismo del glucosio è importante (cuore, cervello, muscoli, reni, sistema digerente, tessuto osseo e vie di eliminazione del tracciatore: reni, vescica).

Si capisce quindi che questo esame, purtroppo, non è la soluzione, anche se rappresenta un discreto progresso nell'individuazione della malattia prima della comparsa dei sintomi del cancro.

L’ecografia: neanche essa era riuscita fino a questi ultimi anni ad oltrepassare il muro del centimetro. I progressi enormi della tecnologia, l’arrivo di nuove macchine sempre più sensibili, hanno permesso all’ecografia di fare un importante salto in avanti.

Rimane certo circoscritta allo studio degli organi profondi e non può attraversare alcuni tessuti come il tessuto osseo. Ciò nonostante, in confronto alle altre tecniche, le sue prestazioni sono estremamente elevate, in particolare nel caso del seno. Diversamente dalla radiografia, essa può studiare tutti i tessuti molli, ed in particolare il tessuto epiteliale. Rappresenta quindi un aiuto molto importante di diagnosi prima che si manifestino i primi sintomi del cancro

Una nuova tecnica di ecografia permette di studiare la ghiandola mammaria e di scendere finalmente al di là della soglia dei 10 mm, addirittura sotto i 5 mm! Non si fanno più diagnosi di tumori mammari centimetrici ma millimetrici! È una rivoluzione. Questo stravolgimento si chiama ecografia duttoradiale.

In conclusione, occorre riconoscere che la nostra scienza deve ancora fare enormi progressi prima di cominciare a poter parlare di diagnosi precoce del cancro. Per il momento, a parte l’ecografia duttoradiale del seno, nessun esame è in grado di farla.

 

Esistono esami nella medicina complementare o “alternativa” che potrebbero aiutare a diagnosticare precocemente i vari tipi di cancro?

Nessun esame al mondo può diagnosticare il cancro con certezza. Abbiamo visto che neanche l’esame più affidabile, l’esame istologico, è in grado di farlo.

Gli esami utilizzati nelle medicine complementari (non ci piace chiamarle parallele o alternative), non sfuggono alla regola.

Alcuni esami “alternativi” sono stravaganti, altri invece sono interessanti e devono essere considerati scientifici dagli studiosi veramente dedicati alla ricerca fondamentale, anche se la medicina accademica troppo conservatrice tarda a riconoscerli o ha fatto in modo di dimenticarli.

Questi esami seri, anche se non sono in grado di diagnosticare il cancro, possono talvolta aiutarci a scoprirlo e soprattutto ad individuare i terreni a rischio e così ad inquadrare la popolazione che dovrebbe essere monitorata in modo più rigoroso e ricevere cure preventive più mirate. D’altro canto essi possono anche aiutarci, durante il percorso terapeutico, a sorvegliare l’evoluzione della malattia, a seguire lo stato del sistema immunitario e della funzione epatica, e possono quindi essere un aiuto prezioso per appoggiare i marker classici spesso difettosi. Ciò ci permette anche di agire e di prevenire gli effetti secondari delle terapie convenzionali e dunque contemporaneamente di migliorare le condizioni del paziente.

I più efficaci sono soprattutto cinque esami:

Per approfondimenti e maggiori informazioni sui sintomi del cancro e sulle cure ad oggi disponibili visita il portale www.vivereconilcancro.it

 

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