Prevenire il cancro

È ancora possibile la prevenzione del cancro?

Macchine, fabbriche, centrali nucleari, linee ad alta tensione, alimentazione industriale, cellulari, cemento armato, amianto, vernici, pesticidi, metalli pesanti, concimi, e la lista non si esaurisce qua. Come si può sfuggire all'inquinamento della nostra società?

La prevenzione totale è quindi solo un sogno. Ma se fosse possibile, quale sarebbe la prevenzione ideale?

Secondo la tradizione esoterica, i diversi corpi dell’essere umano, che vengono anche chiamati “involucri” sono cinque: fisico, energetico, mentale, intuitivo e trascendente.

 

prevenzione-cancro

 

La scienza medica accademica concepisce solamente l’involucro fisico, quello visibile, e allo stesso modo, quando la scienza parla di prevenzione, la pensa solamente su un piano materiale.

 

Una prevenzione ideale dovrebbe intervenire almeno sui tre primi involucri.

 

Primo punto, la prevenzione del cancro, delle malattie cardiovascolari e di tutte le affezioni gravi o meno gravi è la stessa, tranne per pochi dettagli.

 

Secondo punto, occorre intendersi su quello che è la prevenzione del cancro.

 

Per alcuni oncologi classici la prevenzione è innanzitutto la diagnosi precoce e la soppressione del tabacco e dell’alcol. Per altri, è l’alimentazione.

 

Se riflettiamo un po’, la prevenzione del cancro, consiste semplicemente nell’impedire la trasformazione di una cellula normale in una cellula cancerosa. Prevenzione e diagnosi precoce hanno due significati totalmente diversi. La prevenzione interviene prima della nascita di un cancro. Invece si può fare la diagnosi precoce solo dopo la formazione del tumore.

Ogni intervento nei processi biologici fisiologici o meno, che interverrà prima della trasformazione della cellula normale in cellula maligna, fa parte della prevenzione.

IPPOCRATE ha detto:

 

“Ogni uomo saggio che valuta la propria salute per quello che vale, si deve sforzare di conoscere il mezzo per conservarla.”

 

All’epoca di IPPOCRATE, la cosa era più facile.

È ancora possibile oggi?

Infatti, oltre a qualche abuso riguardo a belle mangiate e qualche abitudine viziosa, IPPOCRATE non conosceva per esempio:

 

  • L’alimentazione anarchica e disordinata dei paesi detti sviluppati con una ipernutrizione in grassi imbibiti di ormoni e di antibiotici, la presenza di coloranti e conservanti, di concimi chimici, di pesticidi, ecc., che sono altrettanto agenti promotori ed iniziatori della trasformazione cancerogena, con le carenze di vitamine e di oligo-elementi.

 

  • I farmaci, che, anche se hanno migliorato la prognosi di numerose malattie, hanno conseguenze nocive in altri campi, in particolare se vengono impiegati in modo sistematico ed a piacere: antibiotici, antinfiammatori, sonniferi, ormoni, ecc.

 

  • L’aumento graduale di radiazioni, di gas tossici, di campi elettrici e magnetici, di calcestruzzo, di prodotti chimici, di vaccini e degli stress della vita moderna come tante altre cose.

 

Ciò vi mostra la difficoltà enorme che si incontra quando si pretende costruire un programma di prevenzione.

Lo sforzo isolato, per esempio riguardo all’alimentazione, è una goccia d’acqua nell’oceano. Se si vuole avere un’efficacia tutta relativa e che abbia qualche effetto sulla frequenza delle malattie, occorre fare molto di più e servirsi di tutti i mezzi a disposizione.

Occorre agire a tutti i livelli e sfruttare tutti i fattori accessibili alla nostra intelligenza ed ai nostri mezzi scientifici, e non esitare ad attingere ai nostri mezzi economici.

Quali sono questi fattori dove possiamo intervenire?

Fattori in grado di giocare un ruolo nella prevenzione

  • La qualità dell’alimentazione:

macro e micro-nutrizione.

  • Ciò che l’alimentazione reca e provoca:
    • radicali liberi
    • sostanze chimiche
    • fattori di crescita
    • rifiuti
    • metalli pesanti
    • farmaci
  • Gli scambi membranali
  • L’igiene di vita
  • Le onde elettromagnetiche
  • Il sistema immunitario
  • La flora intestinale
  • La mente

La qualità dell’alimentazione

La nostra alimentazione comprende tre grandi categorie di nutrimenti:

  • I macronutrimenti: proteine, carboidrati (zuccheri), lipidi (grassi) ed acidi nucleici.
  • I micronutrimenti che sono:
    • da una parte, piccole molecole organiche che le nostre cellule non sono in grado di produrre a partire dai precursori e che, ciò nonostante, sono indispensabili: le vitamine.
    • dall’altra parte, molecole inorganiche: gli oligo-elementi. La loro quantità chimica necessaria è bassissima ma indispensabile.

Occorre che l’alimentazione rechi, in quantità e proporzioni ottimali, l’insieme delle molecole di queste tre categorie.

Il ruolo che svolge un’alimentazione inadeguata sul rischio di un individuo di sviluppare un cancro è stato studiato a lungo. Da questi studi risulta un elemento importante, cioè che gli individui che vivono nei paesi industrializzati presentano una malnutrizione in micronutrimenti, ovvero in vitamine ed oligo-elementi. All’opposto, gli individui che vivono nei paesi in via di sviluppo presentano una malnutrizione in macronutrimenti.

Tra un grande numero di fattori, che dipendono da vicino o da lontano dall’alimentazione e che possono intervenire nella genesi di un cancro, possono essere citati alcuni che ci sembrano essenziali e che verranno studiati:

  • i radicali liberi,
  • gli acidi grassi polinsaturi,
  • le sostanze carcinogene,
  • i fattori di crescita,
  • l’acqua,
  • la flora intestinale.

Si capisce meglio perché Richard PETO[1] considera che l’alimentazione è, da sola, responsabile di un terzo dei decessi dovuti al cancro.

I radicali liberi e gli antiossidanti

Per vivere, dipendiamo dall’ossigeno. Chi dice ossigeno dice radicali liberi, sinonimi d’invecchiamento.

Un radicale libero, che cos’è esattamente?

La materia vivente, come sapete, è costituita da molecole, che sono loro stesse formate d’atomi circondati da elettroni organizzati in coppie.

radicali-liberi

Un atomo che possiede un elettrone celibe si chiama radicale libero, la cui particolarità è di essere instabile. Ha una durata di vita molto limitata, dell’ordine di un microsecondo.

I radicali liberi sono chimicamente iperattivi e sono capaci di estrarre un elettrone dalle molecole vicine per colmare la mancanza esistente nella loro orbitale[2]. Se non vengono neutralizzati, provocano danni spesso irreversibili al DNA, alle proteine cellulari essenziali ed ai lipidi membranali.

Tuttavia occorre sapere che i radicali liberi sono utili.

Per sopravvivere il corpo ha bisogno di loro: contro le infezioni, i batteri, i virus, per sfruttare l’ossigeno, per la circolazione, per “pulire” l’organismo dalle cellule morte, malate o anomale che ingombrano i tessuti.

Le principali fonti esogene di produzione di radicali liberi.

 

radicali-liberi-fattori

Come si difende l’organismo?

Ci sono tre principali sistemi di difesa e di regolazione (endogeni) dell’organismo:

  • un sistema enzimatico potente.

 

  • molecole “kamikaze” che si sacrificano cedendo elettroni ai radicali liberi rendendoli innocui.

Si tratta dell’acido urico e della ceruloplasmina (proteina).

  • molecole secrete dalla cellula coenzima Q10 e l’acido alfa lipoico.

 

 Un sistema enzimatico potente

La cellula ha sviluppato sistemi efficaci per eliminare i radicali superossidi. Si tratta di una famiglia di enzimi, i superossidi dismutasi (SOD) che convertono i radicali superossidi in perossido d’idrogeno più comunemente chiamato acqua ossigenata.

Nell’uomo, esistono tre forme di SOD:

  • La SOD 1 al rame/zinco.
  • La SOD 2 al manganese.
  • La SOD 3 al rame/zinco extracellulare.

 

Quindi è ovvio che questi tre oligo-elementi che sono il rame, lo zinco ed il manganese devono essere forniti in quantità sufficiente e regolarmente all’organismo per assicurare il corretto funzionamento di tutto questo sistema di regolazione dei radicali liberi. Nel caso di carenza, il sistema è presto sopraffatto ed i radicali liberi si accumulano e provocano lesioni irreversibili a livello della membrana cellulare e soprattutto del DNA.

Anche l’acqua ossigenata prodotta dalla degradazione dei radicali liberi dai SOD è una molecola instabile. In presenza di ioni metallici, di ferro in particolare, si trasforma in radicale idrossile, uno dei radicali più distruttivi conosciuti per le nostre cellule. Per combattere questo nuovo aggressore, la cellula si rivolge verso un secondo tipo di enzima anti-ossidante, il glutatione perossidasi al selenio. Questo trasforma l’acqua ossigenata in acqua. Quindi è ovvia l’importanza del glutatione ridotto e del selenio come integratori alimentari.

La terribile legge della natura

Le difese endogene diminuiscono gradualmente dopo una certa età e partecipano così al fenomeno dell’invecchiamento. Tutto succede come se una volta che l’individuo ha raggiunto l’età in cui dovrebbe aver finito di procreare, la natura gli indicasse che non ha più bisogno di lui.

Quindi, con un’alimentazione di qualità e adeguata e con un’igiene di vita ragionevole, dobbiamo aiutare il nostro organismo a resistere il più a lungo possibile alla vecchiaia.

radicali-liberi-rimedi

Come aiutare l’organismo?

In due modi:

  • Intervenendo quanto possibile sui fattori esterni che generano radicali liberi.
  • Recando all’organismo una quantità sufficiente di captatori naturali in grado d’intrappolare i radicali liberi. Questo significa attivare le difese naturali.

Una moltitudine di sostanze naturali o meno hanno proprietà antiossidanti. Innanzitutto le vitamine che devono essere recate dall’alimentazione e dagli integratori alimentari. Si tratta, in particolare, della vitamina C, di più isomeri del tocoferolo (vitamina E), di beta-caroteni, della vitamina A (retinolo).

La frutta e verdura contengono antiossidanti potenti come i licopeni, gli antociani ed i flavonoidi più noti al pubblico.

Alcuni vegetali sono particolarmente ricchi in antiradicalari: il Ginkgo biloba, le alghe, il Ginseng, il Pao pereira, ecc.

Molti studi confluiscono per segnalare che il 25% degli individui che consuma più frutta e verdura ha un rischio diminuito della metà di sviluppare un cancro in confronto al 25% che ne consuma meno. È stato anche dimostrato che un uomo che presenta una carenza in selenio ha un rischio cinque volte più elevato di sviluppare un cancro alla prostata. Il consumo di pomodori, ricchi di licopeni, riduce notevolmente il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.

Il latticello è la fonte principale dei precursori del glutatione considerato dai ricercatori americani come l’antiossidante più importante e più utile al nostro organismo.

Questa proteina naturale, il glutatione o GSH,che il dottore John PINTO del Sloan Kerrering Center di New York ha chiamato “il MAESTRO ANTI-OSSIDANTE”, possiede proprietà tanto molteplici quanto diverse:

  • Aumento della funzione immunitaria,
  • Eliminazione delle tossine,
  • Eliminazione dei cancerogeni,
  • Protezione cellulare antiossidante,
  • Protezione contro le radiazioni ionizzanti,
  • Riparazione del DNA,
  • Sintetizzazione delle proteine,
  • Sintetizzazione delle prostaglandine,
  • Trasporto di aminoacidi,
  • Attivazione dell’enzima.

La maggior parte degli antiossidanti si potenziano gli uno gli altri. Agiscono in sinergia.

Il GLUTATIONE è oggi considerato come l’antiossidante numero uno perché completa l’azione di un grande numero di altri antiossidanti.

È vero per due delle vitamine antiossidanti più importanti, cioè le vitamine C ed E. Esse non possono funzionare senza GSH. In effetti quando captano un radicale libero, lo devono consegnare al sistema GSH per poter tornare ad intrappolarne altri. In realtà, è il GSH che neutralizza il radicale libero.

Per quanto riguarda il selenio, studi recenti mostrano numerose similitudini con il GSH. In realtà, è un componente integrale dell’enzima perossidasico GSH.

Si può considerare il Selenio come una sostanza in grado di potenziare il GSH.

Esiste tuttavia una grande differenza tra tutti gli antiossidanti ed il GLUTATIONE:

Il GLUTATIONE è un componente cellulare vitale e naturale.

Viene prodotto nelle cellule a partire dai precursori del GSH.

Gli altri antiossidanti sono recati dagli alimenti.

Se riusciamo ancora a resistere agli attacchi quotidiani delle tossine presenti nell’alimentazione, nell’aria, nell’acqua e delle radiazioni provenienti dai progressi tecnici della nostra scienza dobbiamo ringraziare i meccanismi di difesa del nostro corpo.

Il processo di detossicazione tramite il Glutatione è uno di questi meccanismi, uno dei più potenti se non il più potente. Ma pure lui può essere sopraffatto dall’ampiezza e dalla durata degli attacchi.

Il Glutatione rappresenta la nostra salvezza (provvisoria) di fronte al una moltitudine di sostanze riversate dalla nostra società di consumo.

Prendiamo l’esempio del tabacco. Rappresenta a livello medico, statistico ed economico il più grande rischio per l’organismo. Un semplice sbuffo di tabacco contiene bilioni di radicali liberi. Inoltre il fumo consuma le vitamine antiossidanti come le vitamine C ed E. Il catrame contiene sostanze carcinogene potenti.

Una delle migliori risposte a nostra disposizione rimane il Glutatione.

Le radiazioni ionizzanti sono una causa conosciuta del cancro, valutata ad almeno il 3% dell’insieme di tutti i tipi di cancro (probabilmente sottovalutata).

Alcune radiazioni provengono da fonti naturali cosmiche o geobiologiche. Altre provengono dalla nostra scienza e dalle nostre tecnologie sia industriali, che domestiche oppure mediche. Queste radiazioni producono radicali idrossili che sono i radicali più reattivi e più pericolosi. Il Glutatione gioca un ruolo chiave nella loro neutralizzazione.

 

Il Glutatione gioca un ruolo centrale nel funzionamento delle nostre cellule immunitarie.

La crescita e l’attività delle cellule immunitarie dipendono dalla disponibilità di Glutatione.

Il tasso di GSH ha la sua importanza: per le malattie auto-immuni e tutte le malattie con una componente infiammatoria così come per la detossicazione generale (durante l’applicazione di una chemioterapia per esempio). L’ideale sarebbe di consumare latticello che è ricco in precursori del GSH. Ma questi precursori sono fragili e facilmente snaturati. Prodotti stabili, che esistono da poco tempo, permettono di risolvere questo problema come ad esempio l’ALFA GLUTATIONE.

Due domande devono essere fatte subito:

  • È sufficiente l’alimentazione per recare le sostanze di cui abbiamo bisogno per intrappolare i radicali liberi?
  • Se dobbiamo recare integratori alimentari: quali, in che quantità, sotto che forma?

Alla prima domanda, ovviamente la risposta è NO e la spiegazione è semplice.

  • L’alimentazione giusta non è più possibile per la maggior parte degli individui travolti dal vortice della società di consumo. La vita al ristorante è sinonimo di alimentazione carente e spesso disastrosa.
  • Ed anche se si potesse resistere alle tentazioni, gli alimenti vegetali sono impoveriti dai pesticidi, dai concimi, dalla raccolta prima della maturazione, e, di conseguenza, gli animali che se ne nutrono, sono anche loro carenti. Lo stesso vale per la popolazione. Studi internazionali eseguiti su diversi strati della popolazione lo dimostrano. I risultati sono nei dossiers dell’OMS e sono stati pubblicati nella “bibbia” delle vitamine (CURTAY e SOUCCAR, Ed. du Seuil).
  • I prodotti chimici, le tecniche di conservazione, la cottura, la sbucciatura, le irradiazioni, la pastorizzazione, la raffinazione, sono altrettanti modi di impoverire gli alimenti in vitamine e minerali.

Anche alla seconda domanda, possiamo rispondere in modo preciso.

Numerosi lavori sono stati pubblicati e sono senza equivoci nonostante i molteplici tentativi da parte dei laboratori farmaceutici di influenzare il pubblico. Il mondo scientifico non può più negare l’evidenza.

Dobbiamo quindi recare integratori all’alimentazione.

Quali integratori?

Le indagini sulla popolazione convergono tutte e la risposta è TUTTI. La popolazione europea è carente di antiradicali naturali ed in particolare, in vitamine E,  vitamina A, vitamina C, complesso B, in minerali (Mg, Se, Zn, in particolare), in precursori di GLUTATIONE.

In che quantità?

Stiamo trattando qui di un argomento particolarmente sensibile: gli RDA (fabbisogni giornalieri raccomandati). Queste direttive imposte sono completamente superate, illogiche, dettate e manovrate. Occorre sapere che:

  • Gli studi utilizzati per la valutazione sono antiscientifici (bisogni a lungo termine, gruppi non rappresentativi, variazioni del bisogno a seconda dell’età, crescita, gravidanza, allattamento, menopausa, diete, stagioni, temperatura, malattie, assunzione di farmaci, razze…) Sono tanti, vero?
  • I responsabili degli studi sono quelli che costituiscono i comitati che decidono le regole ufficiali a circolo chiuso.
  • Questi stessi responsabili sono lavoratori dipendenti presso le grandi imprese farmaceutiche.
  • Nessun scienziato d’alto livello, se non fa parte di questo circolo chiuso, può dare un parere, ne discutere.
  • Gli alti responsabili di organizzazioni come l’OMS sono anche loro dipendenti presso i laboratori farmaceutici.

Gli RDA sono fortemente sottovalutati. Se vogliamo essere efficaci in prevenzione e strappare ai laboratori farmaceutici una parte dei futuri malati, occorre dare alte dosi di integratori alimentari.

Così per esempio le dosi quotidiane efficaci sono al minimo:

300 UI di vitamina E,

2 grammi di vitamina C,

1000 UI di vitamina A (retinolo),

200 a 500 mg di Q10,

1 a 3 g di L-carnitina,

100 microgrammi di selenio,

15 mg di zinco,

2 mg di rame,

3 mg di manganese,

100 microgrammi di molibdeno.

Sotto che forma?

Questo argomento è fonte di polemica.

1       La domanda principale è sapere se le vitamine naturali e sintetiche sono veramente identiche.

Sicuramente no, e la dimostrazione è semplice. Una sostanza naturale e quindi la sua formula non sono brevettabili. Il fatto che i laboratori abbiano potuto brevettare la formula delle vitamine sintetiche significa che qualcosa nella formula è stato cambiato. Esiste anche un’altra prova facile. Le vitamine sintetiche deviano la luce nel senso opposto a quello delle vitamine naturali.

Inoltre i lavori mostrano che le vie di degradazione e di escrezione delle vitamine sintetiche sono diverse, provocando talvolta una certa tossicità.

Lo studio americano riguardo alla vitamina E (Chicago 1996) sulle donne incinte ha dimostrato nello stesso tempo la superiorità nell’efficacia e nella qualità dell’assorbimento della molecola naturale.

Se la superiorità della vitamina naturale non può essere messa in discussione da scienziati seri o disinteressati, occorre tuttavia riconoscere che talvolta è difficile se non impossibile presentare al pubblico vitamine naturali al 100%. Questo per motivi talvolta tecnici oppure per prezzi di costo troppo alti.

Allo stesso modo, tecnicamente il complesso B sotto forma naturale è irrealizzabile, anche la vitamina C naturale a più del 25% è irrealizzabile.

Invece la vitamina A (retinolo), il beta-carotene, i tocoferoli (vitamina E) possono essere naturali al 100% ma ad un prezzo più alto.

Occorre sapere che esiste una legge ipocrita: un distributore o produttore di integratori alimentari può scrivere la denominazione “prodotto naturale” se il 5% del contenuto del prodotto è di origine naturale. Basta quindi che metta la vitamina sintetica in un eccipiente naturale.

2     Le vitamine devono rimanere al riparo della luce, questo lo sappiamo tutti. Ma anche evitare fonti di calore tanto durante la preparazione quanto nella conservazione. Alcune vengono distrutte rapidamente al contatto con l’aria. Allora in che stato sono le presentazioni e fabbricazioni sotto forma di polvere? Sembra che abbiano ragione i partigiani della fabbricazione sotto vuoto e di presentazione sott’olio ma sorge anche là il problema del costo.

3     I minerali sono assimilabili solamente dopo trasformazione dalla flora intestinale.

Ciò significa che se la flora intestinale è carente (il che è sempre vero nei pazienti), i minerali non verranno assimilati, o ben poco, dall’organismo. Visto lo stato delle flore intestinali della popolazione rimpinzata di antibiotici (terapie o alimentazione), antinfiammatori e vaccini, c’è da porsi qualche domanda.

L’ideale sarebbe quindi di proporre complessi di minerali direttamente estratti dalla pianta o dall’animale, e soprattutto, che non abbiamo subito riscaldamenti o, peggio ancora, irradiazioni, tecniche così care all’amministrazione ed ai chimici del farmaco.

Le sostanze cancerogene

È ovvio che i fattori dell’alimentazione che favoriscono il cancro sono probabilmente molteplici ma i più importanti sono:

  • I grassi saturati in genere di origine animale
  • Le sostanze carcinogene o co-carcinogene contenute nei nostri alimenti, siano essi crudi o cotti e preparati.

 Ora, ogni anno, si scoprono migliaia di molecole nuove. Tra di loro esistono per forza sostanze carcinogene o co-carcinogene. L’azione ancora sconosciuta dei micro-onde sugli atomi e gli elettroni è un esempio sbalorditivo.

L’esposizione, anche breve, ad una sostanza cancerogena, può bastare per scatenare un cancro.

Negli alimenti che ingeriamo si trovano numerose sostanze estranee che spesso sono o degli iniziatori, o dei promotori, o dei co-carcinogeni. Le più importanti sono:

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Oggi come oggi più di 100 000 sostanze chimiche vengono commercializzate in Europa.

“Solo 3000 sono state analizzate e regolamentate, 30 000 devono essere analizzate e subire test, 67 000 vengono commercializzate fuori da ogni procedura.”

Occorre ricordare che trascorrono circa 30 anni tra la scoperta della tossicità di una sostanza ed il regolamento riguardo al suo uso.

Torniamo ai metalli pesanti. Sono uno dei problemi attuali più gravi. Si comincia a parlare della “più grande minaccia contro l’umanità”.

Possono provenire:

  • dagli alimenti (trattamenti chimici dell’agricoltura, della composizione del suolo o dell’acqua, ecc…)
  • da prodotti inalati o toccati,
  • da farmaci (vaccini per esempio),
  • da cure dentarie (mercurio, piombo, zinco, rame, titanio, argento, ecc.)

Tramite il circuito alimentare, l’essere umano assorbe sempre maggior quantità di questi metalli tossici che si accumulano all’interno del suo organismo.

Fonti principali di mercurio per l’essere umano (WHO 1991)

 

Fonte                                                              Assorbimento netto in µg al giorno
                              (Assorbimento netto = assorbimento totale meno escrezione)
Otturazioni con amalgama                                                        3,0 – 17,0
Pesci ed altri animali marini, piante marine                             2,34
Altri alimenti                                                                                    0,25
Acqua                                                                                                0,0035
Aria                                                                                                     0,001

 

Non occorre credere che solo le sostanze sintetiche che provengono dall’industria chimica sono pericolose. Numerose sostanze naturali possono essere carcinogene, per esempio le micotossine (aflatossina), le felci, le cicadee, gli oli essenziali di anice e di sassofrasso, il caffè.

Queste sostanze ingerite, assimilate e metabolizzate sono rifiuti che devono in seguito essere eliminati. L’eliminazione dei rifiuti è quindi essenziale per la salute di un organismo.

Eliminare i rifiuti

Esiste una moltitudine di rifiuti proveniente dal metabolismo cellulare ma anche da diverse sostanze assorbite tramite l’alimentazione o la respirazione oppure tramite cure mediche.

I rifiuti solubili in acqua sono facilmente eliminati.

Invece, gli altri vengono immagazzinati nel corpo. Tra questi ultimi esistono sostanze carcinogene o co-carcinogene.

Per opporsi a questi rifiuti ed annientare la loro azione, abbiamo due possibilità:

  1. Recare SPAZZINI (glutatione, antiossidanti, metionina, cisteina, superossidismutasi).
  1. Sostenere ed attivare gli EMUNTORI, gli organi incaricati di depurare l’organismo: reni, polmoni, fegato, intestino.

Ma prima di esporre il modo di sostenere i nostri organi depuratori occorre parlare di un elemento essenziale del nostro organismo, di un principio fondamentale della vita: l’acqua.

 L’acqua

Il nostro corpo è mediamente costituito per il 70% di acqua.

L’altra particolarità dell’acqua proviene dalla sua struttura molecolare che possiede numerose proprietà, in particolare a livello energetico.

Nell’organismo, è lei che trasporta gli elementi nutritivi delle cellule, è lei che serve da vettore principale per il trasporto e l’eliminazione dei rifiuti del nostro metabolismo.

L’acqua potabile (secondo la definizione dell’amministrazione sanitaria) e l’acqua favorevole alla salute sono due acque diversissime. Secondo gli studi epidemiologici condotti sul suolo francese, più le acque vengono trattate chimicamente, clorate, più c’è un aumento di malattie e di mortalità (in particolare, cancro e malattie vascolari). La maggior parte delle falde vengono insudiciate dai nitriti provenienti dai concimi utilizzati nell’agricoltura. Sono una delle cause riconosciute dei tumori all’intestino. Nelle condotte che trasportano le acque fino al rubinetto, in particolare nelle grandi città, sono presenti metalli come il rame, il piombo, il ferro, ecc., che possono essere molto tossici. Il cloro è estremamente pericoloso a lungo termine ed alcuni studi americani mostrerebbero un legame tra aggressività ed il tasso di cloro nell’acqua potabile. L’utilizzo del cloro è un errore fondamentale poiché anche se permette di uccidere batteri, distrugge anche la flora intestinale, diminuendo le capacità del sistema immunitario.

Ma la qualità di un’acqua non dipende solamente dalla sua sterilità e dall’assenza all’interno di veleni e sostanze inquinanti.

L’acqua ideale per il nostro organismo deve inoltre presentare caratteristiche biofisiche ben precise riguardo al pH[3], al rH2[4] ed al rO2[5].

Il pH deve essere compreso tra 6 e 6,8 (leggermente acido).

Il rH2 tra 25 e 26.

Il rO2 deve essere il più alto possibile, in ogni caso più alto di 8000 Ohm a cm/cm².

Le acque i cui parametri corrispondono a questi valori non hanno germi patogeni perché normalmente non si possono sviluppare su questo tipo di terreno.

Un difetto delle acque cosiddette minerali è proprio legato al fatto che recano una quantità troppo alta di sali minerali. Questi, contrariamente a ciò che viene fatto credere, sono poco assimilabili e sovraccaricano inutilmente i reni. Uno specialista delle acque ha detto:

 

“L’acqua è più importante per ciò che porta via che per ciò che reca.”

Un’acqua di qualità ha un residuo fisso più basso possibile, idealmente al di sotto di 50 mg/l. La maggior parte delle acque in commercio hanno un residuo fisso superiore a 200 e che può raggiungere 3000!

Eppure i fisici conoscono benissimo questo problema e sanno benissimo che esiste una formula che permette di calcolare il fattore energetico dell’acqua:

[30 (rH2 – 2 pH)] ²

Valore energetico = ------------------------------ = µW

rO2

Un’acqua accettabile non deve superare 30 µW.

Per esempio, i valori dell’acqua di Milano sono:

pH = 7,9                             rH2 = 34                     rO2 = 1670 ohm

Valore energetico = 179 µW                                  Residuo fisso = 343

Per dare un esempio, paragoniamo le misure bioelettroniche di un adulto in buona salute con quelle di un malato affetto da cancro.

Soggetto sano

Liquidi pH rh2 rO2
Sangue 7,2 21 210
Saliva 6,5 22 140
Urina 6,8 24 30

Soggetto affetto da cancro

Liquidi pH rH2 rO2
Sangue 7,8 29 < 120
saliva 7,1 30 230
Urina 5 12 100

Filtrare l’acqua del rubinetto cambia il sapore, l’aspetto e la sterilità ma non cambia assolutamente la qualità.

Il trattamento tramite osmosi inversa elimina i sali minerali, la terra e solamente in parte (talvolta non trascurabile) i prodotti chimici. Così, il 95% del cloro ed il 99% dei pesticidi vengono eliminati, la formaldeide (35%) e l’etanolo (65%) riescono ad oltrepassare la barriera. L’osmosi inversa agisce in modo favorevole sul pH ma poco sul rH2.

Il rO2, la resistività, è l’elemento più importante

È questo parametro che caratterizza ciò che alcuni chiamano la “strutturazione”, o la “dinamizzazione”, o la “rivitalizzazione” dell’acqua.

Per ristabilire il rO2 e “rivitalizzare” l’acqua, occorre applicare un trattamento specifico.

Numerose tecniche permetterebbero di ristrutturare l’acqua: meccaniche (vortex), chimiche (ossigeno per esempio), termiche, elettromagnetiche, energetiche, sonore. Qual’è la validità scientifica reale di questi procedimenti? E’ possibilissimo tentare di misurarne i loro effetti con la bioelettronica di Vincent.

I nitrati ed i pesticidi sono i nostri due grandi nemici portati dall’acqua potabile. La dose massima riconosciuta è di 50 mg/l. I nitrati si trasformano nell’organismo in nitriti, che si combinano con le ammine per costituire nel nostro corpo nitro-ammine che sono altamente cancerogene. Questi nitrati provengono dai concimi, dallo sterco proveniente dagli allevamenti (in particolare di maiali), dalle perdite delle fogne. Una parte sprofonderà nei suoli e verrà portata via dalle acque piovane e dai corsi d’acqua, un’altra parte verrà assorbita da batteri e piante. La quantità maggiore andrà ad inquinare le falde acquatiche da dove l’acqua degli acquedotti viene prelevata. Quindi viene sconsigliato il consumo dell’acqua del rubinetto.

L’organismo umano ha bisogno di minerali ma non li può assimilare bene se provengono dal mondo minerale perché non sono ionizzati. Deve procurarseli da organismi viventi, piante o animali, in cui li trova sotto forma ionizzata.

Quanto ai pesticidi, in fin dei conti sono i veleni più comunemente incontrati nell’acqua degli acquedotti e sono particolarmente tossici. I rifiuti dell’industria tessile, delle fabbriche di prodotti chimici, di tinture, ecc. finiscono di distruggere la natura. Infine viviamo in un oceano di tossine, veleni che noi stessi abbiamo creato e che piano piano stanno avvelenando il nostro pianeta.

Per la vostra salute, è necessario bere due litri di acqua di qualità. Il vostro corpo è costituito del 70% di acqua che si deve rinnovare continuamente. Uno dei suoi ruoli più importanti è di drenare i rifiuti generati dal metabolismo dell’organismo. L’acqua è l’alimento più prezioso in assoluto, è il vettore principale dell’eliminazione dei rifiuti idrosolubili attraverso cinque organi principali: i reni, le ghiandole sudoripare (sudore), le ghiandole salivari, l’intestino ed i polmoni. Sono essi che vengono chiamati EMUNTORI.

Gli emuntori

Esiste una moltitudine di rifiuti provenienti dal metabolismo cellulare ma anche da diverse sostanze assorbite dall’alimentazione o dalla respirazione oppure recate dalle cure mediche.

Quelli che sono solubili in acqua sono facilmente eliminati.

Invece, gli altri vengono immagazzinati nel corpo. Tra questi ultimi esistono sostanze cancerogene o co-cancerogene.

Per opporsi ed annientare l’azione di questi rifiuti abbiamo due possibilità:

  • recare SPAZZINI: soprattutto antiossidanti
  • sostenere ed attivare gli EMUNTORI:
    • il fegato,
    • i reni,
    • l’intestino,
    • i polmoni,
    • la pelle.

E’ importante insistere particolarmente sul ruolo essenziale del fegato e del sistema intestinale.

Il ruolo di questi due organi è determinante a più livelli. Partecipano:

  • alla digestione degli alimenti,
  • all’assimilazione dei nutrimenti e dell’acqua,
  • allo stoccaggio di vitamine (A, B, E, K), e minerali (Rame, Ferro),
  • alla neutralizzazione di sostanze tossiche (metalli pesanti, prodotti chimici),
  • al trattamento dei rifiuti cellulari dei batteri,
  • alla neutralizzazione dei prodotti di degradazione delle proteine,
  • alle difese immunitarie.

Sostenere gli emuntori di fronte alla tossicità delle terapie anticancro o sostenere questi stessi organi per prevenire malattie gravi è la stessa cosa ed è FONDAMENTALE. L’unica differenza è l’intensità e l’importanza di questo sostegno. È normale che il sostegno di fronte alla grande tossicità dei prodotti di chemioterapia sia maggiore.

Tuttavia i mezzi rimangono identici: l’acqua, gli antiossidanti, l’alimentazione, la flora intestinale, l’igiene di vita, i drenanti epatici , ecc.

Gli scambi tra le membrane e gli acidi grassi

È al livello della membrana cellulare che si fanno tutti gli scambi tra le cellule. È lei che controlla l’equilibrio tra l’interno e l’esterno. La respirazione, l’ammissione, l’eliminazione si fanno attraverso lei ma anche grazie a lei.

Perciò alcuni l’hanno soprannominata LA PELLE DELLA VITA.

La membrana è costituita:

  • da lipidi, da FOSFOLIPIDI più precisamente,
  • d’isolette di proteine che galleggiano su questo mare lipidico,
  • da colesterolo che serve a rendere l’insieme rigido.

Dalla natura dei lipidi che la costituiscono dipende la sua più o meno alta elasticità o fluidità.

Gli oli ed i grassi che mangiamo determinano l’equilibrio delle membrane.

Ora, la vita di ogni cellula è legata al buon funzionamento della membrana.

Una membrana sana è una membrana elastica, fluida, dove gli scambi sono agevolati.

La rigidità della membrana è una delle cause principali delle malattie ed in particolare della comparsa del cancro.

I radicali liberi sono i primi agenti che rendono troppo rigida la membrana cellulare.

Pensare, agire, semplicemente vivere è possibile solamente perché le cellule comunicano tra loro.

Milioni di cellule scambiano informazioni ogni secondo.

Gli scambi vengono comandati da proteine recettrici che si trovano sulla membrana stessa.

Se la membrana è rigida, le proteine recettrici avranno difficoltà a mettersi in contatto con il loro messaggero.

Tutto il sistema di comunicazione e di scambi verrà rallentato poi crollerà.

L’origine della fluidità? Dipende semplicemente dalla natura degli acidi grassi che compongono le gambe del doppio strato di fosfolipidi.

Tutto comincia quindi da ciò che mangiamo.

 

I lipidi della nostra alimentazione

L’organismo umano non sa produrre alcuni acidi grassi insaturi a catene lunghe che sono essenziali. Si tratta dell’acido linoleico e dell’acido alfa-linoleico. Essi devono quindi obbligatoriamente essere presenti nell’alimentazione.

“Una membrana ricca in fosfolipidi costituiti da acidi grassi insaturi è una membrana sana e fluida.”

Gli acidi grassi insaturi sono classificati in due famiglie: gli Omega 6 e gli Omega 3 contenenti acido linoleico.

 Omega 6: Oli di mais, girasole, vinacciolo, enotera, borragine

Omega 3: Oli di colza, soia, lino e soprattutto PESCE

Questo colesterolo così indispensabile!

Viene sintetizzato al livello del fegato e introdotto dall’alimentazione.

È uno steroide che ha un ruolo strutturale al livello della membrana cellulare. Si insinua nel doppio strato lipidico tra le molecole di fosfolipidi. Forma l’armatura della membrana.

L’organismo regola la fluidità delle membrane controllando l’apporto cellulare del colesterolo.

Quando la membrana è rigida, il colesterolo non ha più spazio sufficiente per introdursi tra i fosfolipidi. Tornerà nella circolazione, si ossiderà, favorirà la creazione di placche di ateroma.

Si capisce quindi che una terapia farmaceutica basata sul controllo cellulare del colesterolo non serve a niente, peggio, aggrava ancora un po’ lo squilibrio.

Occorre in questo caso trattare il vero agente regolatore, la fluidità delle membrane.

Chi dice scambi e comunicazione intercellulare dice salute. In fin dei conti, tutte le malattie vengono favorite dal cattivo stato delle membrane cellulari ed il cancro non sfugge a questa regola.

Quando i radicali liberi sorpassano le dighe fisiologiche dell’organismo, si attaccano in primo luogo alle membrane cellulari.

Come proteggere e mantenere la funzione delle nostre membrane cellulari

Cinque misure devono essere prese per proteggersi:

  • stare attenti ai grassi animali,
  • evitare gli acidi grassi modificati,
  • stare attenti agli oli di frittura,
  • proibire i lipidi industriali,
  • lottare contro i radicali liberi.

Infine, occorre consumare gli acidi grassi buoni: omega 6 ed omega 3.

La nostra alimentazione è carente in acidi grassi omega 3. È importante rispettare l’equilibrio tra gli oli omega 3 ed omega 6 per non favorire la via di sintesi dei mediatori omega 6. La proporzione che sembrerebbe ideale è di 1/5 tra gli omega 3 e gli omega 6. L’eccesso di oli vegetali e di grassi animali nell’alimentazione moderna provoca uno squilibrio di questo rapporto che diventa 1/10, se non addirittura 1/15.

Sono quindi acidi grassi polinsaturi, provenienti dall’alimentazione e costituenti i fosfolipidi della membrana delle cellule che danno la fluidità a questa membrana, fluidità necessaria al buon funzionamento delle cellule e semplicemente alla salute.

“Siamo ciò che mangiamo.”, non dimentichiamocelo.

Le malattie legate ad una perdita della fluidità delle membrane sono numerose:

  • malattie delle cellule sanguigne: emolisi[6], ischemia[2],
  • infezioni virali,
  • malattie endocrine (diabete in particolare),
  • malattie neurologiche,
  • malattie cardiovascolari (ipertensione arteriosa, disturbi del ritmo, arteriosclerosi, ecc.)
  • ipercolesterolemia,
  • insufficienze renali ed epatiche,
  • disturbi immunitari,

Nel caso del cancro, è essenziale che i rifiuti del metabolismo cellulare siano eliminati perché questi rifiuti possono svolgere un ruolo decisissimo nella genesi e lo sviluppo dei tumori. Il ruolo delle membrane cellulari è anche là essenziale.

Le onde elettromagnetiche

Nell’ambito della prevenzione, occorre prendere in considerazione il problema della nocività che può recare l’esposizione dell’organismo (o degli alimenti recati a questo organismo) ad alcune onde elettromagnetiche. Si possono classificare queste onde pericolose in due gruppi a seconda della loro origine:

  • naturale: geobiologia, onde cosmiche,
  • artificiale: campi elettrico, magnetico, elettromagnetico, radioattività dovuti alla tecnologia moderna.

La geobiologia

Il termine geobiologia viene da geo e bio che significano “terra” e “vita”.

La terra è un “essere vivente” percorso da correnti energetiche di solito favorevoli all’uomo. Esistono tuttavia zone sulla sua superficie dove queste emissioni favorevoli sono perturbate. Diventano sfavorevoli e pericolose per gli organismi complessi come le piante, gli animali e quindi per gli esseri umani.

E’  ormai stato dimostrato che alla superficie della terra esistono reti elettromagnetiche e radioattive che si incrociano e si sovrappongono (reti di HARTMAN e di CURRY per esempio).

prevenzione-cancro

In alcuni casi, le intersezioni di queste reti (che costituiscono nodi), la presenza di faglie o di falde o corsi d’acqua sotterranei, di grotte non ventilate, di radiazioni telluriche, di rado[8], di minerali, ecc., creano zone particolarmente nocive agli organismi viventi ed in particolare umani. Ormai è conosciuto il motivo dell’esistenza di queste “case del cancro” dove la maggior parte degli inquilini sono morti della stessa malattia.

Il fatto di avere, per esempio, il proprio letto posto su una zona di questo tipo, può provocare nel tempo danni talvolta gravissimi e la comparsa di malattie degenerative o organiche.

 Le onde cosmiche

Come per le onde provenienti dalla terra, le onde che ci arrivano dal cosmo possono essere favorevoli o patogene, a seconda delle condizioni.

Se esponiamo troppo la nostra pelle a questo stesso sole, ci scottiamo più o meno gravemente e possiamo favorire la comparsa del cancro, per esempio, il temibile melanoma.

Onde patogene artificiali

E’ difficilissimo attuare una prevenzione totale in quanto siamo anche circondati da fonti d’onde riconosciute come nocive per la cellula di un organismo umano:

  • l’alta tensione,
  • la televisione,
  • i campi elettrici in generale (palazzi, macchine),
  • i telefoni cellulari
  • gli emettitori di radiofrequenza,
  • i radar,
  • le radiazioni ionizzanti.

Ma chi vorrà rinunciare al telefonino? Se domani non è più possibile avere petrolio, chi resisterà alla creazione di centrali nucleari? Chi accetta di fare a meno della televisione? Nessuno o quasi.

La scritta sul pacchetto di sigarette che il tabacco può portare la morte ha fatto cambiare parere ai fumatori? No di certo. Questo ci mostra che la prevenzione è riservata ad un’élite. Un’élite che viene considerata come un gruppo di individui anomali, perché per la nostra società, ciò che è normale è ciò che viene fatto e pensato dalla maggioranza.

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario è un sistema di difesa che protegge l’organismo dai micro-organismi patogeni invasivi e dal cancro. È in grado di creare un’elevatissima varietà di cellule e di molecole suscettibili di riconoscere ed eliminare specificamente un numero quasi illimitato d’invasori estranei. Queste cellule agiscono insieme in un sistema complesso.

Le cellule che costituiscono il sistema immunitario derivano da cellule staminali che vengono prodotte in continuazione dal midollo osseo.

In prevenzione è importante sorvegliare e mantenere in un buon stato il proprio sistema immunitario, e ciò per due motivi principali:

  1. È probabile che sia capace di distruggere alcune cellule cancerose in formazione o alcuni virus oncogeni, per esempio, il papillomavirus.
  2. Protegge da complicazioni infettive che accompagnano la malattia cancerosa. Occorre sapere che un decesso su tre è dovuto ad una complicazione infettiva.

Occorre quindi regolare il sistema immunitario se ne ha bisogno.

Abbiamo visto che spessissimo il sistema immunitario del malato di cancro non è per niente indebolito, ma al contrario stimolato. Sono più spesso le terapie anticancerose a provocare l’immunodepressione che la malattia, eccetto alla fine dell’evoluzione.

In prevenzione, occorrerà quindi in un primo tempo valutare lo stato reale del sistema immunitario. Ci sono due esami che permettono di fare il punto rapidamente: la Cancerometria di VERNES ed il CEIA.

Se il sistema immunitario è carente, occorrerà riequilibrarlo. Se è troppo stimolato, rischia di bloccarsi per eccesso ed al contrario occorrerà calmarlo.

Cosa fare per sostenerlo se è debole?

Paragono il sistema immunitario ad un motore di macchina. Affinché funzioni, occorre un carburante, acqua, una batteria, olio ed un motorino d’avviamento.

Il carburante del sistema immunitario sono i minerali e gli oligo-elementi (Cu, Au, Zn, Mg, Fe, Mn, ecc.). Il plasma di Quinton BIOCEAN li contiene tutti.

L’acqua è l’acqua. La batteria è l’intestino e la sua flora batterica. L’olio sono la vitamina A, vitamina B, vitamina E, vitamina C  ed infine il motorino d’avviamento è l’impulso che occorrerà dare grazie ad un immunostimolante o meglio ancora un immunomodulante[9] per far partire il motore.

Occorrerà essere particolarmente cauti per i soggetti che hanno subito shock psicologici oppure fisici. Questi provocano un blocco o un indebolimento provvisorio ma spesso profondo. È famoso l’esempio del grande sportivo o dello studente. Lo stress precedente una grande competizione o un esame importante provocano spesso il crollo delle difese immunitarie e la comparsa di un’infezione ORL. È la sindrome dell’angina da stress.

Così la perdita di una persona cara, un controllo degli agenti della finanza, un fallimento, un divorzio sono altrettante situazioni in grado di provocare la debolezza improvvisa di un sistema immunitario e di fare il gioco di una malattia che sta al primo stadio. Occorre quindi in questi casi pensare a regolare il sistema immunitario.

Cosa fare se è troppo stimolato?

Conosciamo un caso preciso di difese immunitarie troppo efficaci. Sono le malattie allergiche. L’esempio classico è l’asma.

In prevenzione della malattia cancerosa, è necessario mantenere le difese immunitarie nei limiti superiori giusti. In fin dei conti, è spesso meno facile regolare gli eccessi che le carenze.

L’impiego di immunomodulanti (SEROCYTOL[10] per esempio) rimane l’arma più potente a nostra disposizione insieme al riequilibrio del sistema colloidale tramite il CEIA .

La flora intestinale

L’intestino umano è una nicchia ecologica contenente decine di miliardi di batteri saprofiti, ovvero non patogeni per l’organismo colonizzato. Al contrario, sono utili se non indispensabili per la sopravvivenza dell’organismo. La definizione stessa di un ecosistema include la nozione di equilibrio tra queste diverse famiglie batteriche, senza il quale esso non può funzionare correttamente.

Questa microflora possiede proprietà molteplici di cui ci impadroniamo ogni giorno un po’ di più. Il suo ruolo sembra illimitato e ne siamo sempre più meravigliati. Il mondo dei batteri intestinali possiede ancora tantissime zone oscure che occorrerà piano piano esplorare e scoprire ma sappiamo per certo che  ci protegge dai batteri patogeni.

Dobbiamo d’altronde menzionare un punto importante della fisiologia della digestione al livello del colon.

La digestione si svolge successivamente attraverso fenomeni di fermentazione e di putrefazione. La fermentazione riguarda soprattutto la metabolizzazione batterica anaerobica dei carboidrati mentre la putrefazione riguarda quella delle proteine.

E’ quindi fondamentale mantenere in un buon stato la vostra flora intestinale, tanto in prevenzione quanto nel decorso delle malattie.

squilibrio-intestinale

Quali sono le cause che possono provocare uno squilibrio dell’ecosistema intestinale?

Sono molteplici. Le più frequenti sono gli stress (temperatura, emozioni, viaggi, lavoro), le infezioni intestinali, l’alimentazione, i farmaci (antibiotici, antinfiammatori, farmaci contro il cancro), le intolleranze alimentari (lattosio in particolare).

Come sostenere e rinnovare la flora intestinale?

Gli elementi necessari per mantenere una flora intestinale di buona qualità o per rinnovarla sono principalmente cinque:

  • i batteri selezionati chiamati PROBIOTICI.
  • i nutrimenti detti PREBIOTICI incaricati di nutrire i batteri.
  • gli oligo-elementi altamente assimilabili.
  • gli enzimi.
  • il complesso vitaminico B

riequilibrio-flora-intestinale

Qualche consiglio pratico

  • In un primo tempo si può depurare la flora intestinale se necessario e sbarazzarsi dei micro-organismi patogeni o per lo meno inadatti. Per questo, la fitoterapia possiede una riserva importante di piante con proprietà antibatteriche. In particolare, gli estratti di semi di pompelmo, il finocchio, lo zenzero, l’aglio, il chiodo di garofano, l’origano sono soluzioni efficaci e naturali.
  • Allo stesso tempo, occorre eliminare gli alimenti che generano un’allergia o un’intolleranza ed equilibrare l’alimentazione evitando soprattutto gli eccessi di zuccheri semplici e di proteine, carboidrati e grassi animali. Anche là, l’equilibrio è la base di una giusta alimentazione. Naturalmente occorre evitare il più possibile i farmaci (antinfiammatori ed antibiotici).
  • In un secondo tempo, occorre ravvivare la flora intestinale con probiotici ricchi in Lactobacillus e Bifidobacterium che sono batteri fermentanti.
  • In un terzo tempo, occorre recarle nutrimenti, i prebiotici. Sono soprattutto fibre vegetali.

Esempio di trattamento per riequilibrare la flora intestinale nel decorso di un’infezione intestinale.

Prima settimana[11], associare:

UNDECYN* (2 capsule al giorno)

CANDIDA Complex (2 capsule al giorno)

Riequilibrare l’alimentazione

Bere due litri d’acqua pura

Cominciare la vitamina A naturale  (1 capsula al giorno) ed il complesso B (3 capsule al giorno)[12]

A partire della seconda settimana e per 15 giorni:

PROBIOTIC PLUS* (4 perle al giorno)

PRO WHEY* (2 porzioni al giorno)

ULTRAFIBER* (1 cucchiaino al giorno)

ESKIMO 3* (6 perle al giorno)

La mente

Quando si contempla la complessità dell’organismo umano, si capisce la necessità di questa macchina sofisticatissima di possedere un centro direttore, un’unità centrale che riceva le informazioni provenienti tanto dal corpo che dall’ambiente nel quale esso vive e si muove. L’unità di comando centrale è il cervello che viene indicato sotto la denominazione molto generica ed imprecisa: la mente.

Se ci riferiamo all’opera di David SERVAN-SCHREIBER Guérir, si nota che egli localizza all’interno del cervello anatomico un altro cervello, il cervello emozionale[13].

“Questo cervello ha un’architettura diversa, un’organizzazione cellulare diversa e proprietà biochimiche diverse del resto del neocortex. Il cervello emozionale funziona spesso indipendentemente

dal neocortex. Non si può comandare ad un’emozione di aumentare o di sparire nello stesso modo che si può comandare alla propria mente di parlare o di tacere.”

Ora, ciò che ci interessa precisamente è di sapere:

  • Chi controlla:
  • da una parte la fisiologia dell’organismo: funzionamento del cuore, ormoni, sistema digerente, sistema immunitario,
  • d’altra parte il benessere fisiologico.
  • Chi spiega i disturbi emozionali:

“Per molti, queste disfunzioni hanno come origine esperienze dolorose vissute nel passato.”

Poiché sembra che il cervello possieda la possibilità di creare la malattia in senso generico del termine, potrebbe anche scatenare il fenomeno inverso, cioè l’auto-guarigione?

Oggi come oggi, esperimenti scientifici già dimostrano il potere del pensiero sui meccanismi fisiologici del corpo, ma anche sull’evoluzione delle malattie.

Nel mondo è nata da qualche anno una nuova specializzazione scientifica, la NEUROSCIENZA, che sta cominciando a studiare come comunicano il pensiero, la mente ed il corpo materiale dell’uomo. Centinaia di ricercatori si mobilizzano oggi per tentare di scoprire e di capire i sorprendenti poteri della psiche, le manipolazioni della mente che trasformano il corpo, curano i mali e talvolta li guariscono pure.

Con il progredire della conoscenza delle relazioni esistenti tra il corpo e la mente, la scienza riscopre un’evidenza: la globalità dell’essere umano. Questa riscoperta permetterà in un futuro vicino di rimodellare finalmente tutta la strategia terapeutica delle malattie in generale, e di fornire alla medicina nuove armi che saranno diversissime delle arme attuali ma probabilmente più efficaci.

È quindi importante gestire al meglio la propria mente o il proprio cervello emozionale tanto per prevenire che per guarire le malattie. Oggi la difficoltà risiede nel trovare i mezzi in grado di influenzare i meccanismi del cervello emozionale e le strade per raggiungere il nocciolo stesso del centro delle emozioni. Siamo tutti diversi e le strade sono quindi probabilmente molteplici.

È chiaro che l’evoluzione della mente condiziona l’evoluzione della malattia e l’efficacia delle cure. D’altro canto, la partecipazione alla strategia terapeutica, la nozione di comunicazione, il sostegno psicologico dei medici, del reparto ospedaliero, dei familiari sono molto più importanti di quanto pensava finora la scienza medica “classica”.

 

 

[1] R. PETO: “The causes of cancer.” J. National Cancer Institute, 1981, 66, 1191-308.

[2] Orbitale: ellisse sulla quale si trovano gli elettroni

[3] pH: stato magnetico, cioè il potenziale idrogeno oppure la numerazione degli ioni acidi nell’ambiente studiato.

[4] rH2: stato di elettronizzazione o di ossidazione. Più una soluzione perde elettroni, più si ossida. Più ne guadagna, più si riduce.

[5] rO2 o rô: stato di resistività che ci indica l’indice di concentrazione in ioni. Permette di apprezzare la pressione osmotica e l’insieme delle proprietà dielettriche e conduttrici della soluzione studiata.

[6] Emolisi: fuoriuscita dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi in seguito a lesione della membrana o in presenza di una soluzione ipotonica.

[7] Ischemia: anemia locale.

[8] Rado: gas che rappresenta l’emanazione del radio contenuto in alcuni terreni.

[9] Immunomodulante: che regola un sistema sia esso debole o troppo attivo.

[10] Serocytol: anticorpi tissulari specifici di Jean THOMAS. Presentazione sotto forma di supposte o in iniezioni intradermiche commercializzati nelle farmacie svizzere.

[11] Prodotti consigliati: ne esiste un grande numero sul mercato, per esempio nella linea del laboratorio BIONUTRICS.

[12] DELTA A e DELTA B: Laboratorio VITACOMPLEX

[13] David SERVAN-SCHREIBER: Guérir [Guarire], Ed. Robert Laffont, 2003.

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