I NUOVI PESTICIDI DI SINTESI A BASE DI RNA

I NUOVI PESTICIDI DI SINTESI a base di RNA : Vera novità o Nuovo scandalo?

Per rispondere soltanto (diciamo così) all’aumento delle necessità alimentari mondiali (il 70% in più entro il 2050) è indispensabile produrre di più:

Di fronte ai pesticidi chimici, dagli effetti sanitari devastanti, e alle piante geneticamente modificate, dall’efficacia relativa e pericolosa, davanti ad un’opinione pubblica che inizia ad inveire, ai consumatori agli Stati che li rifiutano sempre più, gli industriali del settore agro-alimentare, messi con le spalle al muro, hanno cercato delle soluzioni per raggirare l’ostacolo.

Il loro genio creativo ha partorito una nuova arma, ispirata sia ai pesticidi sia agli OGM: I PESTICIDI A BASE DI RNA (acido ribonucleico). Questa nuova arma biotecnologica contro i parassiti sta per abbattersi sui terreni agricoli. La tecnica consiste nello spruzzare sulla pianta i prodotti che trasformano transitoriamente la formula del DNA, giusto il tempo per eliminare i virus o i bio aggressori. Assorbiti dalla pianta e poi dall’aggressore, i pesticidi di RNA si legano a un RNA messaggero che si trova nelle cellule degli insetti o dei virus nocivi. Lì impedirebbero la produzione di una proteina indispensabile alla sopravvivenza dell’aggressore. Sarebbero applicati tramite irrorazione direttamente sulla pianta.

Monsanto & company fanno molto rumore. Ah! Siete contro i pesticidi? Ah ! siete degli anti OGM ? Non importa, mischiamo i due ed il gioco è fatto!

Presentano quindi la soluzione apparentemente miracolosa, di facile utilizzo, che abbina i vantaggi dei pesticidi e degli OGM, permette di produrre meglio e di più, che uccide gli aggressori ma protegge la pianta. Tutto ciò è bellissimo, ma alla fine nessuno parla dei consumatori di piante trattate in questo modo. Che cosa sappiamo dei rischi? Solamente le parole tranquillizzanti delle società che hanno già investito delle somme enormi nella ricerca (Bayer, Monsanto, Syngenta, DevGen) e che presentano il prodotto come BIOLOGICO ( !). Sembra di sognare! Ma se andiamo fino in  fondo possiamo accorgerci che c’è dell’altro:

  • Quando si producono dei piccoli frammenti di RNA artificiali in una pianta, non sappiamo quali saranno i bersagli potenziali, in più ignoriamo totalmente se ci saranno o meno degli effetti su altre cose
  • La stabilità del fenomeno ? Quale sarà la durata di vita del RNA nella pianta ?
  • È stata dimostrata la presenza di piccoli frammenti di RNA nelle cellule umane provenienti da cellule vegetali e quindi dall’alimentazione. Questo significa che sono capaci di attraversare la barriera intestinale. Questi RNA saranno ancora presenti nella pianta quando la consumeremo?
  • Un certo numero di piccoli frammenti di RNA restano fluttuanti nella cellula: per quanto tempo? Abbiamo già l’esperienza, ad esempio, del ROUNDUP (ancora Monsanto), il DDT ecc. Infatti, sappiamo che attualmente queste sostanze sono state cosparse abbondantemente sul suolo del nostro pianeta e persistono da numerosissimi anni (più di 20 anni). A quei tempi ci promettevano anche che non ci sarebbe stato nessun problema, che i rischi erano nulli, ecc ! Sono gli stessi che oggi ci affermano « che è un progresso entusiasmante, favoloso, adatto al coltivatore, più sostenibile, conforme alla loro visione ( ??), che permette di produrre di più e meglio»

( Robert Fraley Direttore di ricerca presso Monsanto) . Sembra che abbia dimenticato di parlare di ciò che questo comporterà.

Ma, Signor Fraley, la vera domanda in termini drastici è: CHE COSA SUCCEDE SE SI LIBERA UNA «MACCHINA » DEL GENERE NELLA NATURA?

Almeno è necessario valutare i rischi con estrema serietà e A LUNGO (sono richiesti 10 anni per un terreno agricolo biologico), ciò che invece non sembra minimamente interessare le industrie che parlano già di immettere sul mercato questi pesticidi entro 3 anni! Si profila un nuovo scandalo ed imminenti dibattiti! Le promesse non bastano più, noi non abbiamo nessuna fiducia nelle stesse persone che mentono ormai da decenni e che sono anti-scientifiche poiché legate al denaro. E, si sa, «non c’è niente di meglio di uno scienziato per essere anti-scientifico». Einstein.

Fonti :       Science et vie mars 2012 et février 2017

                         La recherche Mars 2016

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