Bilancio CEIA

Bilancio CEIA

Questo esame si basa sui test di flocculazione delle proteine seriche, test che risalgono all’ 800. All’inizio sono stati utilizzati per valutare l’evoluzione delle malattie infettive, poi per l’individuazione di affezioni croniche del fegato, come per esempio la cirrosi epatica.

Negli anni 60, furono scartati dalla pratica medica a beneficio di altri esami, in particolare a beneficio del dosaggio di enzimi. Il Centre Européen d’ Informatique Automatisé (CEIA) ed il suo fondatore, il dottor Eric REYMOND ripresero lo studio dei test di flocculazione e li stanno studiando da più di 40 anni. Li hanno affinati, sviluppati, e soprattutto li hanno “decrittati”, il che ha permesso di migliorarne l’interpretazione. Questa interpretazione rappresenta una vera rivoluzione in biologia sia nella pratica della medicina che nella prevenzione. Non posso fare a meno di citare di nuovo la riflessione di René LERICHE:

“Ci sono, in medicina, più modi di guardare. Ce n’è solo uno per vedere.”

Ebbene, Eric REYMOND ed i suoi collaboratori hanno scoperto il modo di “guardare” le proteine  seriche e ciò facendo, hanno scoperto una nuova dimensione della biologia, direi pure che hanno rivelato un nuovo mondo.

Ma René LERICHE ha aggiunto:

“Se si guarda con un’idea preconcetta, con la convinzione che si sa tutto o quasi tutto, non si vede niente”.

La medicina accademica, almeno per il momento, è caduta in questa trappola.

Ma sono d’accordo con il geniale “inventore” René REYMOND quando dice:

“è solo una questione di tempo”.

L’interpretazione si fa con circa 60 parametri diversi. In un primo tempo, la flocculazione viene studiata con tecnica ottica; in un secondo tempo si studiano i floculati con il metodo della focalizzazione isoelettrica del serio e della colorazione tramite pigmenti diversi.

Il risultato di queste analisi è una serie di cifre e soprattutto una curva stabilita su dati nello stesso tempo vettoriali e scalari ove vengono riportati i 60 parametri.

Questi parametri fissano colorazioni durante lo studio effettuato su di loro a pH diversi e mentre sono a contatto con diversi pigmenti.

Queste colorazioni (rosso, verde, blu, viola) permettono di classificarli in quattro famiglie.

I parametri rossi misurano le lipoproteine e sono marker dei disordini vascolari e dei disturbi neuropsichici.

I parametri verdi isolano le glicoproteine e sono marker delle malattie gravi e dell’infiammazione.

I parametri blu indicano le immunoglobuline e sono i marker dell’immunità e dei disturbi epatici.

I parametri viola sono in rapporto con la sfera digestiva e soprattutto colica.

L’interpretazione necessita di una buona esperienza e deve essere affidata  ad un medico esperto anche se il CEIA fornisce un’interpretazione con i risultati. Già più di 3000 medici nel mondo utilizzano questo metodo.

Non andrò più avanti nei dettagli tecnici di questo test per due motivi principali: il primo è che questo libro si rivolge ai medici e agli scienziati che si degneranno di leggerlo ma soprattutto al vasto pubblico e non voglio rendere il mio discorso troppo complicato.

Il secondo motivo è che non penso di essere abbastanza competente in questo ambito per prendere la libertà di esporlo dettagliatamente ed in modo esaustivo. Per chi volesse saperne di più, è facile consultare Internet o contattare direttamente il CEIA.

Attualmente è l’esame con le prestazioni più elevate, indubbiamente, a disposizione della medicina. Presenta un vantaggio eccezionale, è “predittivo”. È in grado di stabilire diagnosi molto prima dell’apparizione dei primi sintomi. Capisco la reazione d’incredulità da parte della medicina accademica quando si parla di test predittivo. Essa avrà ancora bisogno di un po’ di tempo per assimilare questa nozione che fa crollare qualche dogma e rappresenta per i suoi concetti secolari una rivoluzione la cui importanza, probabilmente, non è ancora in grado di valutare.

Sinceramente, non la voglio biasimare, perché riconosco che io stesso ho tardato troppo ad adottare questo esame. È uno dei tanti errori che ho fatto nel mio percorso nell’ambito della medicina.

Da questo discorso si può dedurre che un bilancio di prevenzione serio non si può più concepire senza CEIA. Lo stesso vale  per un bilancio medico.

L’altra qualità altrettanto importante del test offre una prospettiva allettante: fornire il farmaco specifico adatto sia alla patologia che al paziente ma anche aprire nuove vie terapeutiche, vie già studiate presso il CEIA.

In conclusione, l’STP test e la Cancrometria di VERNES possono essere inclusi nella serie di esami utili per aiutare a diagnosticare ed a seguire l’evoluzione dei cancri. Non si devono vergognare di un paragone con i test classici, al contrario , e sono complementari di questi ultimi.

Per quanto riguarda il CEIA, è un’altra cosa.

Il CEIA è l’esame del presente. È obbligatorio, non se ne può fare a meno.

E il CEIA è anche l’esame del futuro.

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