LETTERA DI UN’AMICA CHE STA AFFRONTANDO LA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO

LA LETTERA DI UN’AMICA: PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA LETTERA DI UN’AMICA PERCHE’ CI HA APERTO IL SUO CUORE TRASMETTENDO TANTA SPERANZA A CHI STA AFFRONTANDO LA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO.

Lei ha un tumore! Questa notizia arriva come un fulmine a ciel sereno! Eri andata a fare un controllo di routine, di quelli che fai ogni anno, ma questa volta il dottore ti dice che c’è una macchia sospetta e che bisogna fare degli accertamenti.

Il cuore ti batte a mille, già pensi al peggio ma ti fai forza, cerchi di essere positiva e inizi a fare gli esami: risonanza, Pet e la famosa biopsia che ti hanno detto essere pericolosa perché può far partire le metastasi, ma il dottore ti dice che per legge è obbligatoria.

E poi arriva il risultato: è un tumore al seno. Va operato, poi chemio o radio ecc..

Alla notizia ti cade il mondo addosso. Sì perché se anche sai che muoiono ogni anno molte più persone per malattie cardio vascolari, avere un cancro ti fa presagire cure molto pesanti e tossiche, perdita di capelli e uno scenario d’inferno.

Inizi a dirlo a tuo marito, a tua mamma, ai tuoi fratelli e li vedi che rimangono impietriti. Non sanno cosa dirti.. non vogliono crederci.. Non riescono a starti vicino più di tanto perché soffrono, hanno paura, si sentono disarmati, li senti distanti e ci stai male.

Ne parli con qualche amica e con i colleghi e vedi le reazioni più disparate: chi ti guarda con compassione, chi ti sfodera statistiche da Novella 2000 “non si muore più di cancro ormai!”, chi ti dice di affidarti a Dio, ma tutti ti raccontano il caso della cugina/vicina di casa/parente che ha avuto un tumore ed è ancora lì, dopo vent’anni e sta bene!

Perché proprio a me? Ti chiedi. E’ perché mangio male? Non ho un corretto stile di vita? Dicono che il cancro viene per lunghe sofferenze protratte nel tempo, allora è colpa di quella persona che mi ha fatto tanto star male?

Le notti sono lunghissime, pensi a quello che ti aspetta ma soprattutto pensi ai tuoi figli. Chi si occuperà di loro? Tuo marito sa cucinare solo pasta in bianco e non sa neanche pettinare la piccola!

Le tue migliori amiche ti stanno vicino con tanto amore e ti aiutano a non buttarti giù, ma l’angoscia è immensa e sembra che nessuno ti capisca fino in fondo.

Poi incontri gente come Elena o Silvana, due ragazze del Punto Rosa di Assisi, un’associazione di donne operate al seno che dedicano gratuitamente il loro tempo ad aiutare persone che stanno vivendo la loro stessa storia.

Le cose migliorano, loro ci sono passate, ti capiscono e ti rassicurano. Sanno cosa dire al momento giusto e ti stanno vicino con un amore e una dolcezza meravigliose! A loro credi perché quando parlano sembra che ti leggano nel cuore e vedi che sono uscite da questa esperienza con una forza e una gioia di vivere immensa.

Ti dicono che le cose non vengono per caso e che se le affronti nel modo giusto con forza, fede e serenità ti portano un cambiamento in positivo. Basta piangere, ci si rimboccano le maniche, si affronta quello che si deve affrontare perché è fattibile, non è così drammatico come si pensa (se lo si vive con lo spirito giusto). La mente può fare tanto nella malattia oncologica!

Il Dr Lagarde racconta sempre di una signora anziana che ha avuto una recidiva dopo 20 anni e avendola scoperta tardi era piena di metastasi ovunque. L’ospedale le aveva dato un mese di vita.

Il Dr Lagarde, che l’aveva curata all’epoca del primo tumore, le dice: “se vuoi possiamo fare un po’ di chemio (di quelle personalizzate, non pesanti che faceva lui) e ti posso portare avanti un po’. Lei risponde che è stanca, ha settant’anni e non ha più voglia di curarsi.

La settima seguente chiama il Dr Lagarde e dice “Philippe, fammi qualche chemio, mia figlia è incinta e voglio veder nascere il bambino!”. Inizia a curarsi e nove mesi dopo vede nascere il nipotino. “Philippe il bimbo è adorabile, curami ancora un po’ voglio vederlo camminare e chiamarmi nonna”!. I mesi passano, e la signora con una forza di volontà immensa, con metastasi in tutto il corpo, va avanti chiedendo sempre al suo oncologo un po’ di tempo in più per vivere e godersi il nipotino.

Beh è morta 8 anni dopo (e non di cancro!!).

Quanto può la mente? Quanto conta voler vivere, voler star bene?

A tutte le persone che stanno passando questo calvario voglio dire che non bisogna mollare, bisogna voler vivere, aver fede ed essere sempre positive anche quando è difficilissimo.

Contattate associazioni tipo il Punto Rosa di Assisi (ce ne saranno sicuramente nella vostra zona) fatte da persone che hanno già sconfitto questa malattia e fatevi aiutare con il sostegno psicologico e l’amore che sapranno darvi!

Cercate l’oncologo giusto che come in altri settori della medicina è spesso quello che ha avuto e ha ogni giorno il coraggio di percorrere vie inesplorate. Informatevi, chiedete in giro, leggete.

Oggi è possibile curarsi in modo più umano, internet ci permette di avere a disposizione molte informazioni, si può scegliere e si può guarire!

S.G.

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1 Risposta

  1. Et le Monde, surfant sur le buzz, transforme cela en affaire de politique intérieure…au lieu de nous éclairer sur ce qui se passe en Chine sur ce sujet des structures et du débat politiques.

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