Cura Menopausa e Cancro al Seno

La cura dei disturbi della menopausa con gli ormoni sostitutivi può agevolare la comparsa di un cancro al seno?

Menopausa e cancro al senoGli USA hanno appena classificato gli estrogeni tra le sostanze riconosciute come le più cancerogene.

Si consiglia di non trattare le donne che hanno antecedenti familiari di cancro al seno.

Si comincia a parlare di dare anti-estrogeni in prevenzione del cancro al seno.

Si tratta il cancro al seno con anti-ormoni.

È stato riconosciuto che un’alimentazione ricca in grassi animali (contenenti estrogeni) favorisce il cancro al seno.

Lo studio HERS (USA) mostra rischi aumentati del 30%.

Lo studio WHI (USA) mostra rischi aumentati del 26%.

Lo studio MILLION (GB) mostra rischi aumentati del 40%.

Lo studio E3N (Francia), mostra rischi aumentati del 40% se si associano estrogeni e progesterone. Questo ultimo studio, appoggiandosi su una sperimentazione clinica, sostiene che non tutti gli estrogeni proposti in sostituzione presentano gli stessi rischi. Inoltre aggiunge che la massa corporale della paziente avrebbe un suo influsso. Siamo scettici. Se torniamo indietro di qualche mese, non ci affermavano gli stessi autori che gli estrogeni erano innocui? E non continuano a commercializzare molecole eminentemente tossiche garantendo la loro innocuità?

In ogni modo, da quando il 50% delle Francesi ha rinunciato alle cure ormonali, in seguito a questa polemica che è stata pubblicata in prima pagina dei giornali, c’è un rallentamento della progressione del cancro al seno in Francia e ciò per la prima volta da 20 anni.

Si, è vero: gli estrogeni come tantissimi altri ormoni come la prolattina o gli androgeni sono fattori di crescita tumorali. Di conseguenza, favoriscono la comparsa di tumori e li aiutano a proliferare.

Si sa che l’80% dei casi di cancro al seno è più o meno ormono-dipendente e che esiste una stretta correlazione tra il tasso di estrogeni circolanti e la comparsa di un cancro al seno.

Dopo la menopausa, gli ovai non sintetizzano più estrogeni, ma dalla corticosurrenale vengono prodotti androgeni, che possono essere trasformati in estrogeni tramite un enzima, l’aromatasi. Dopo diversi meccanismi genetici, c’è attivazione al livello dei recettori del progesterone, fattori di crescita, crescita delle cellule stromali. Queste ultime secernano anche fattori di crescita che favoriranno l’invasione metastastica.

 

Fin dal mese di dicembre 2002, il governo federale americano ha pubblicato la 10° edizione del suo Rapporto biennale sui cancerogeni, richiesto dal Congresso affinché il governo contribuisca all’informazione del pubblico. Alla lista dei cancerogeni “riconosciuti” erano stati aggiunti tutti gli estrogeni steroidei impiegati nell’ormonoterapia sostitutiva e nei contraccettivi orali.

La gravità di questa scoperta finalmente ufficializzata non è esagerata: TUTTI GLI ESTROGENI SONO CANCEROGENI, senza nessun equivoco.

Ma per aggravare ancora un po’ la situazione, i progestativi sintetici che spesso vengono abbinati agli estrogeni e di cui si pensava che avevano un ruolo “protettore”, già figuravano sulla lista dei cancerogeni umani riconosciuti dal National Institute fin dal 1997. Ed in realtà, numerosi studi mostrano che i rischi di cancro al seno vengono raddoppiati se si associa il progesterone agli estrogeni.

Numerosi autori sono ormai categorici[1]:

«C’è una connessione sicura tra l’azione estrogenica e l’evoluzione del cancro al seno, e ci sono argomenti per pensare che la risposta della cellula tumorale agli ormoni è modificata. Esistono anche legami tra l’azione degli estrogeni e l’espressione del BRCA 1. In termini di rischi si pone quindi il problema dell’utilizzo degli estro-progestativi, sia nelle forme familiari che durante la menopausa».

L’azione degli ormoni sull’inizio e la crescita di un tumore è stata poi studiata negli organi bersagli di questi ormoni, cioè nei tessuti sui quali normalmente gli ormoni agiscono. Tre tipi di cancro possono essere considerati:

  1. Il cancro agli organi femminili la cui evoluzione è di solito aggravata dagli estrogeni. Si tratta del cancro al seno in primo luogo, il cancro all’endometrio, il cancro al rene.
  2. Il cancro agli organi maschili sensibili agli androgeni: cancro alla prostata e cancro alla laringe.
  3. Il cancro sensibile agli ormoni glucocorticoidi (cortisone): leucemie acute linfoblastiche.

La pressione esercitata da una parte del pubblico femminile che si preoccupa più delle conseguenze dell’invecchiamento che dei rischi di cancro, spinge da un lato i venditori di farmaci a sfruttare la loro debolezza e da un altro lato i medici a non deluderle per poter conservare la loro clientela.

Così utilizzano la scienza moderna a questo scopo. Invece di spiegare alle loro pazienti che i disordini ormonali sono causati soprattutto dai numerosi abusi del modo di vivere moderno, fanno credere loro che l’unico problema latente è la mestruazione stessa e che i cicli riproduttivi naturali sono fonte di malattie e quindi devono essere trattati.

La conclusione è che: gli estrogeni sono pericolosi e cancerogeni.

Le donne possono sempre preferire la loro appariscente giovinezza e scegliere di trattarsi con gli estrogeni, ma con cognizione di causa. Sono proprietarie del loro corpo e della loro vita.

Potrebbe essere una soluzione sostituirli con i fito-estrogeni, cioè con estrogeni estratti da vegetali come la soia?

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[1] 11° Congresso Mondiale sulla Menopausa, ottobre 2005.

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