Cancro – Cos’è e come si differenzia

Definizione di tumore

Un tumore  è una proliferazione cellulare patologica che nasce da un tessuto normale al quale esso assomiglia e che tende a perdurare ed aumentare, fuggendo alle regole biologiche di crescita e di differenziazione tissutale. Inoltre essa è irreversibile.

Tumori benigni e tumori maligni

La definizione di benignità e di malignità è innanzitutto clinica, basata sulla sopravvivenza spontanea dei malati.
Esistono due tipi di tumore, i tumori benigni compatibili con una sopravvivenza prolungata e i tumori maligni (o cancri), con una evoluzione rapida e mortale.

 

Confronto tra un tumore benigno e un tumore maligno (Cancro)

 

Tumore benigno Tumore maligno
1 – Incapsulato2 – Non invasivo3 – Molto differenziato4 – Mitosi rare5 – Crescita lenta6 – Anaplasie rarissime7 – Assenza di metastasi Non incapsulatoInvasivoPoco o niente differenziatoMitosi frequentiCrescita +/- rapidaAnaplasie presentiMetastasi

 

Un tumore benigno è limitato, circoscritto o incapsulato e ben separato dal tessuto normale, la sua rimozione chirurgica è facile. Inoltre la sua proliferazione assomiglia molto ad un tessuto normale e la sua crescita è continua ma lenta. Il suo sviluppo è più locale e dopo asportazione, i tumori benigni in generale non recidivano. Infine, i tumori benigni sono a lungo compatibili con la vita.

Al contrario un cancro si estende ampiamente in tutti i sensi, non è limitato da una capsula, e penetra i tessuti vicini. Per asportarlo è necessario rimuovere un’ampia parte del tessuto sano circostante. I tumori maligni formano un tessuto caricaturale, mal strutturato e con poco in comune con il tessuto d’origine; l’esame istologico non sempre permette di riconoscere con certezza il tessuto matrice.

Ma la differenza fondamentale consiste nella capacità del cancro di disseminare in tutto l’organismo delle metastasi.

È questo l’elemento essenziale, perché occorre sempre ricordarsi che il paziente canceroso, se non guarisce, decederà molto più spesso per le complicazioni causate dalle sue metastasi piuttosto che da quelle causate dall’invasione locale.

Tutti i tessuti dell’organismo possono generare tumori maligni; i cancri provenienti dai tessuti epiteliali sono chiamati carcinomi. I tumori maligni nati dai tessuti connettivi sono dei sarcomi.

Attraverso l’esame istologico, cioè, l’esame del tessuto tumorale e degli elementi che lo costituiscono, si potrà fare la diagnosi di tumore maligno.

L’esame istologico consiste nello studio di tre parametri:

 

  1. La morfologia delle cellule che costituiscono il tessuto studiato.
  2. La differenziazione del parenchima tessutale[1], cioè il modo con cui le cellule si raggruppano per formare il tessuto.
  3. Il tessuto di sostegno o stroma che assicura il nutrimento del tumore

La differenziazione dei cancri

Le cellule cancerose sono generalmente raggruppate per formare delle strutture che ricordano, in modo più o meno fedele, l’organizzazione del tessuto normale. In base alla differenziazione i tumori maligni, i carcinomi o sarcomi possono essere classificati in tre gruppi:

TUMORE DIFFERENZIATO * Simile alla struttura del tessuto normale
TUMORE MEDIAMENTE DIFFERENZIATO * Si ritrova qualche carattere del tessuto normale con varianti
TUMORE INDIFFERENZIATO O ANAPLASICO * Nessun elemento che permette di riconoscere il tessuto di origine

Cancro

Più una cellula è indifferenziata e più sarà aggressiva, avrà un’evoluzione rapida, sarà suscettibile di metastatizzare precocemente e sarà resistente alle terapie.

La progressione del numero di tumori indifferenziati è preoccupante. Attualmente quasi il 70% dei tumori diagnosticati sono più o meno indifferenziati.

Questo porta a tre considerazioni importanti:

  • La cellula, che sfugge alle aggressioni delle terapie, come la ricerca ha mostrato e spiegato, diventa sempre più indifferenziata, quindi sempre più aggressiva e sempre più resistente.
  • Non conoscendo con precisione il grado di differenziazione di un tumore prima dell’intervento, sapendo che il 70% dei tumori sono indifferenziati, la logica vorrebbe (ancora una volta) che applicassimo sistematicamente un trattamento pre-operatorio.
  • Giocando sulle proporzioni più o meno alte dei casi di tumori differenziati o meno, si può falsificare a piacere una statistica.

Infine, come abbiamo già detto, questa nozione di differenziazione è essenziale per stabilire la prognosi e di conseguenza per stabilire il piano strategico della terapia.

Il tessuto di sostegno o stroma ha la funzione di nutrire il tessuto tumorale, che è molto più avido di un tessuto normale. Ciò comporta:

  • Un rimaneggiamento delle strutture connettive.
  • Un’ipertrofia.
  • La formazione di vasi neoformati (angiogenesi).

Tuttavia, nonostante lo stroma, la proliferazione è in generale ancora troppo rapida e compare la necrosi[2] centrale del tumore, dovuta alla carenza in ossigeno.

Le metastasi

 Lo sviluppo di un cancro avviene in due fasi:

La fase locale è il periodo in cui viene attaccato solo l’organo in cui il tumore si è sviluppato. La fase generale è caratterizzata dalla comparsa a distanza di altri focolai tumorali, le metastasi, che evolvono da sole. Gli organi in cui più spesso si sviluppano metastasi sono i gangli, il fegato, i polmoni; poi vengono l’osso, il rene, la surrenale, il cervello.

La velocità con cui si formano e ed il numero delle metastasi variano a seconda dei tipi di tumore, ma molto raramente i cancri restano localizzati. Le metastasi mantengono di solito la stessa struttura del tumore iniziale.

Cancro o cancri?

  • Esiste una differenza tra il tumore primitivo, cioè il tumore madre, ed i tumori secondari o “figlie”, le metastasi alle quali abbiamo accennato in precedenza.

Innanzitutto, guardando al microscopio i tessuti, si può constatare che le cellule del tumore primitivo, dell’osso per esempio, non hanno niente in comune con le cellule che formano le metastasi nell'osso che provengono da un altro organo: il seno, la prostata, il polmone per esempio.

Così, le metastasi ossee di un cancro al seno hanno differenze, da un punto di vista istologico, dal cancro delle ossa, anche se si sono inserite nel tessuto osseo. Le cellule che scopriamo quindi nell’osso sono certo cellule maligne, ma cellule che assomigliano ancora al tessuto mammario. È importante capire questo perché occorrerà impiegare terapie attive sul cancro del seno e non quelle attive sul cancro delle ossa.

  • Il secondo punto è ovvio: in funzione dell’organo ove nasce il tumore, si individuano diversi cancri.
  • Il terzo punto, è legato al fenomeno della differenziazione; essa spiega che tutti i tumori sono diversi, anche se si tratta di tumori provenienti dallo stesso tessuto, dallo stesso organo. Nel caso del cancro al seno, per esempio, esistono innanzitutto tipi istologici diversi, e poi nello stesso tipo istologico verranno individuati “gradi di differenziazione” ancora diversi. Forniremo informazioni più precise quando tratteremo il cancro al seno più avanti.

Questo significa che non esiste un cancro ma esistono diversi tipi di cancri. Questa complessità rende più difficile la diagnosi, la prognosi e spesso la scelta della terapia.

Classificazione istologica generale dei tumori solidi primitivi.

  1. Epitelio
    1. Malpighian
      1. Tumori benigni: papilloma, condilloma
      2. Tumori maligni: carcinoma squamoso (ad esempio: cancri ORL, dell’esofago, carcinomi della pelle, dell’exocol uterino, bronco-polmonare).
    2. Ghiandolari
      1. Parechina
        1. Tumori benigni: adenoma esocrina, endocrino (es. adenofibroma del seno)
        2. Tumori maligni: adenocarcinoma (es. adenocarcinoma del seno, dell’ovaio, del pancreas)
      2. Rivestimento
        1. Tumori benigni: adenomi (poliadenomi)
        2. Tumori maligni: adenocarcinomi (es. adenocarcinomi dello stomaco, del colon-retto, delle vie biliari, bronco-polmonari, dell’endocollo e dell’utero)
  2. Connettivo
    1. Tumore benigno
      1. Tessuto connettivo comune: fibroma e fibromatosi
      2. Tessuto connettivo specializzato: lipoma, angioma, mioma, condroma, osteoma.
    2. Tumore maligno: sarcoma
      1. Poco differenziato: fibrosarcoma, myxosarcoma, condrosarcoma, osteosarcoma, ematosarcoma.
  3. Tumori particolari
    1. Tumori embrionali (disembriomi)a). Maturo semplice benigno (cisti epidermoidi della pelle)b). Maturi complessi (testicolo, ovaie)c). Immaturo, maligno:- disembriomi immaturi maligni

Ma istologicamente tutti i costituenti dello stroma sono normali.

In conclusione, la diagnosi istologica di un cancro si appoggerà quindi su tre elementi:

  • Un elemento CITOLOGICO: la presenza di cellule anormali con caratteri maligni. Ma abbiamo visto che questo elemento era talvolta incostante e poco evidente.
  • Un elemento ARCHITETTONICO: la presenza di una disorganizzazione del tessuto normale e una differenziazione cellulare più o meno importante.
  • Un elemento TOPOGRAFICO: la presenza di un’invasione dei tessuti normali da elementi cellulari anormali. Alla fine, è questo l’elemento più importante e più affidabile per un istologo.

Questa nozione di differenza tra i diversi tumori maligni ci porta naturalmente a rispondere ad un’altra domanda: occorre parlare di cancro al singolare o al plurale?

 

[1] Parenchima: tessuto di un organo che ne assicura il suo funzionamento.

[2] Necrosi: morte e distruzione di un tessuto vivente.

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