Ciò che cambierà nell’esplorazione del seno e la diagnosi dei tumori mammari.

Il Seno

Ciò che cambierà nell’esplorazione del seno e la diagnosi dei tumori mammari.

Dr. Lagarde Philippe

Di tutti i metodi e le tecniche utilizzate negli ultimi 40 anni per esplorare il seno, che cosa ne resta nel 2017?

È passato molto tempo, per esempio, da quando la termografia mammaria, considerata rivoluzionaria, è stata 15 anni fa abbandonata e poi dimenticata.

L’autopalpazione periodica considerata come indispensabile, è attualmente sconsigliata perché difficile da fare correttamente e in più può generare falsi allarmi e soprattutto numerose false diagnosi negative (senza parlare dello stress psicologico).

La mammografia rappresenta ancora l’esame fondamentale. Però probabilmente, ancora per poco, poiché gli aspetti negativi e la sua mancanza di affidabilità sono evidenti, come lo dimostrano gli ultimi lavori e le statistiche internazionali. In effetti, oltre al fastidio dell’esame, alla possibilità di false diagnosi dovute a parametri diversi (densità mammaria, qualità dei macchinari, soggettività del radiologo, ecc.), alla comparsa di cancri provocati dalle mammografie ripetute (irradiazione 400 volte maggiore di una radiografia ossea che causa delle rotture del DNA, prima tappa verso un possibile cancro), resta il fatto che tecnicamente la mammografia (raggi X) sia INCAPACE DI VEDERE I TESSUTI EPITELIALI. Sfortunatamente i tumori del seno sono EPITELIALI, quindi invisibili alla mammografia al di sotto del cm (da 6 a 8 anni di età).

Si capisce il recesso recente e progressivo degli specialisti che sempre più sconsigliano le mammografie depistanti nelle donne con meno di 50 anni. È un primo passo.

In effetti, ciò che la mammografia vede, sono le conseguenze che il tumore provoca intorno ad esso (per esempio le micro calcificazioni). Sfortunatamente queste modificazioni non sono obbligatorie e soprattutto sono tardive (non dimentichiamo che la soglia di visibilità della mammografia resta in media il cm).

Questo studio condotto da Gustave ROUSSY, già pubblicato nel 2006, mostra che le diagnosi dei tumori del seno fatte tramite mammografia, non esistono praticamente prima del cm.

In oltre la mammografia è una foto in un istante T (più di un terzo dei cancri sono diagnosticati tra due sessioni di screening!)

L’ecografia mammaria. Si possono differenziare subito due tipi di ecografie: convenzionale e ducto radiale. Esse sono effettuate per mezzo di uno stesso apparecchio di buona qualità, fatta eccezione per:

1- un tipo di sonda differente (più lunga e di una sacca d’acqua aggiunta).

mammografia-1

2-Una tecnica d’esame differente, detta radiale

mammografia-2

 mammografia-3

 La superiorità dell’eco-ducto-radiale non è più discutibile, né negli Usa, né in Canada, Giappone ecc. Solo l’Europa, la Francia e l’Italia in testa, vuole ignorare l’evidenza e continuano le campagne di depistaggio con mammografie quasi inutili….

Non esistono più dubbi dopo i recenti lavori del medico patologo svedese TIBOR TOT associati a quelli del dottor AMY Dominique (Francia) e Giancarlo DOLFIN (Italia) e pubblicati in «Breastcancer a New Age in Management» Ed. Spring (2016), oltre ai lavori di DURANTE (Italia) STAVROS (USA) (2013) di NAKAMA (GIappone).

Il limite di visibilità dei tumori non è più il cm ma i 3 millimetri.

E la Risonanza Magnetica?  Interessante, perché mostra i focolai di iper vascolarizzazione ma deve ancora progredire, dato che è un esame lineare, mentre i canali lattiferi sono sinuosi. Ma è già superiore alla mammografia. Da seguire.

L’elastografia? Un progresso interessante, non tossico, che ora si può associare all’ecografia ducto-radiale, ma questo è soltanto uno dei più importanti.

CONCLUSIONE

L’ecografia ducto-radiale messa a punto da Michel TEBOUL, ricordiamolo, rappresenta un progresso importantissimo nella diagnosi precoce dei cancri del seno. Attualmente è l’esame indispensabile nell’esplorazione della ghiandola mammaria. Con la mammografia noi diagnostichiamo tumori centimetrici che sono dei tumori già vecchi (5 anni in media). Con l’ecografia ducto- radiale scopriamo cancri inferiori ai 5 millimetri. È un enorme progresso. Presto potremo sperare di rilevare 1 millimetro. Questo millimetro è estremamente importante, poiché è a questa misura che il tumore incomincia eventualmente a mandare delle metastasi.

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